Lavdije Isteri stava accompagnando la figlia di 9 anni alle elementari quando è stata investita da un mezzo per la raccolta dei rifiuti in via Passarella
Era uscita di casa per accompagnare la figlia a scuola. Pochi minuti dopo, Lavdije Isteri è morta sotto un camion della raccolta dei rifiuti. La tragedia si è consumata questa mattina, poco prima delle 8:00 del 18 settembre, a Passarella, frazione di San Donà di Piave, nel Veneziano.
La donna, 42 anni, originaria dell’Albania e madre di tre figli, stava percorrendo via Passarella insieme alla figlia più piccola, di 9 anni. Quando le due sono arrivate all’incrocio con via Paolo VI, un mezzo pesante che stava svoltando a destra l’ha travolta.
La bambina era però qualche passo più avanti rispetto alla madre. Una circostanza che le ha evitato di essere coinvolta direttamente nell’impatto.
L’incidente davanti alla scuola, la figlia era poco più avanti
La dinamica è ancora al vaglio della polizia locale, intervenuta sul posto per effettuare i rilievi.
Secondo le prime ricostruzioni, Lavdije Isteri stava attraversando la strada quando è stata investita dal camion per la raccolta dei rifiuti. Il mezzo, un veicolo Veritas immatricolato nel 2016, stava effettuando una svolta a destra.
L’impatto è stato devastante. La 42enne è rimasta incastrata sotto il mezzo pesante e per i vigili del fuoco è stato necessario utilizzare un’autogru per sollevarlo e consentire l’estrazione del corpo.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di San Donà, il personale Suem del 118 e la polizia locale. I sanitari hanno tentato di rianimare la donna, ma ogni sforzo è risultato inutile. Il medico del 118 ha dovuto constatare il decesso.
La figlia è stata accompagnata in ospedale per ricevere assistenza psicologica dopo aver assistito alla tragedia.
«La bimba era un po’ più avanti della mamma»
Tra le persone che hanno assistito alle conseguenze dell’incidente anche alcuni genitori che avevano appena accompagnato i propri figli a scuola.
«Avevo accompagnato i miei figli qua dentro a scuola quando ho visto tutte queste mamme che sono accorse in fondo alla strada e quando sono arrivati abbiamo visto la tragedia», ha raccontato Giada Buratto.
Poi il particolare che racconta quanto sia stata drammaticamente breve la distanza tra la bambina e la madre:
«La bimba fortunatamente era un po’ più avanti della mamma e quindi era già passata oltre la stradina».
La scuola primaria Marco Polo è rimasta profondamente colpita dall’accaduto. I bambini, secondo quanto riferito, oggi non sono usciti per la ricreazione e anche all’uscita numerosi genitori erano ancora sotto choc.
Il camion e il punto cieco: gli accertamenti sulla dinamica
La società per cui opera l’azienda coinvolta nella raccolta dei rifiuti ha fornito una prima ricostruzione attraverso una nota.
Secondo Veritas, l’autista ha 59 anni e una lunga esperienza alla guida di mezzi pesanti. L’uomo, che dopo l’incidente è stato accompagnato al Pronto soccorso in stato di shock, non avrebbe visto la donna nonostante il camion fosse dotato di specchi.
Sul predellino posteriore del mezzo si trovava inoltre un altro operatore di Veritas, che, secondo la società, non si sarebbe accorto di quanto stava accadendo.
La multiutility ha spiegato che il camion procedeva a velocità molto ridotta mentre effettuava la svolta a destra e che la donna si trovava sulle strisce pedonali, in quello che viene definito «punto morto» del mezzo.
Il camion è stato posto sotto sequestro. La polizia locale dovrà ora ricostruire con precisione la posizione della donna, quella del mezzo e le fasi della svolta per chiarire la dinamica dell’incidente.
Lavdije Isteri lascia tre figli
Lavdije viveva da anni a Passarella insieme al marito Gurim e ai loro tre figli. La famiglia era originaria dell’Albania, da Durazzo, e si era inserita nella comunità locale.
Quella di questa mattina doveva essere una normale giornata di scuola. Una madre accompagnava la figlia di 9 anni, come tante altre volte. Poi, all’incrocio, la tragedia. «Una donna riservata, sempre sorridente, tutti le volevano bene» – ha riferito una conoscente.
Il sindaco Alberto Teso si è recato sul luogo dell’incidente, mentre l’assessore alla Sicurezza Simone Cereser ha espresso il cordoglio dell’amministrazione.
«Una notizia che lascia sgomenti e profondamente addolorati», ha dichiarato Cereser, rivolgendosi alla famiglia e alla comunità di Passarella. «Un pensiero particolare ai figli che si trovano ad affrontare una perdita così drammatica».
L’incidente riporta infine al centro dell’attenzione il tema della sicurezza dei mezzi pesanti nei centri abitati, soprattutto per quanto riguarda la visibilità durante le svolte e gli angoli ciechi.
Gli accertamenti della polizia locale dovranno ora stabilire esattamente come sia avvenuto l’investimento e quali siano state le circostanze che hanno portato alla morte di Lavdije Isteri.

