Dal 21 settembre entrano in vigore le nuove tariffe per oltre 600 prestazioni del Servizio sanitario nazionale
Cambiano le tariffe sanitarie, ma questo non significa automaticamente che aumenterà il Ticket pagato dai cittadini. È questo il punto da chiarire con l’entrata in vigore, dal 21 settembre, del nuovo aggiornamento che riguarda centinaia di prestazioni del Servizio sanitario nazionale.
La revisione interessa complessivamente oltre 600 prestazioni, tra visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni ambulatoriali. In particolare vengono riviste le tariffe di 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica su misura.
L’incremento medio delle prestazioni specialistiche interessate dalla revisione è stimato nel 5,8%, mentre per alcune prestazioni di dialisi peritoneale domiciliare l’aumento arriva al 15%.
Ma attenzione: la nuova tariffa della prestazione e il Ticket che il paziente si trova a pagare allo sportello non sono la stessa cosa.
Ticket, quanto pagheranno davvero i cittadini
Il meccanismo è particolarmente importante perché nella maggior parte delle Regioni il tetto ordinario del Ticket resta fissato a 36,15 euro per ricetta.
Questo significa che un aumento della tariffa riconosciuta per una determinata prestazione non comporta automaticamente un identico aumento della cifra richiesta al cittadino.
Un esempio aiuta a capire il meccanismo. La tariffa prevista per una prima visita cardiologica sale a 38 euro. Tuttavia, nelle Regioni in cui continua ad applicarsi il tetto di 36,15 euro per ricetta, il cittadino non esente pagherà al massimo quella cifra, anche se la nuova tariffa della prestazione è superiore.
Il Ticket viene infatti calcolato sommando le tariffe delle prestazioni indicate nella ricetta, entro il limite previsto dalla singola Regione.
Esenzioni: cosa succede dal 21 settembre
Le nuove tariffe non cancellano e non modificano automaticamente le esenzioni.
Chi ha diritto all’esenzione continuerà quindi a non pagare le prestazioni comprese nell’ambito della propria esenzione, secondo le regole previste.
La modifica delle tariffe riguarda dunque innanzitutto il valore economico attribuito alle prestazioni nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, mentre l’importo effettivamente sostenuto dal cittadino dipende anche dal sistema di Ticket applicato nella propria Regione e dall’eventuale esenzione.
È un passaggio fondamentale per evitare di interpretare l’aggiornamento come un aumento generalizzato e automatico di tutti i Ticket sanitari.
Quali esami non aumentano
Non tutte le prestazioni saranno interessate dagli aumenti.
Restano infatti inalterate molte prestazioni di uso frequente, compresi diversi esami di laboratorio. Tra quelli indicati ci sono emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH e VES.
Una piccola variazione riguarda invece il prelievo venoso, il cui costo attribuito alla prestazione aumenta di 50 centesimi.
Anche in questo caso, però, bisogna distinguere la tariffa della prestazione dal Ticket effettivamente pagato: se nella Regione resta applicato il tetto ordinario, il limite complessivo per ricetta continua a rappresentare il riferimento per il cittadino non esente.
Prime visite e dialisi, le prestazioni interessate dagli aumenti
Tra le novità più rilevanti c’è anche la revisione della remunerazione delle prime visite specialistiche, per le quali viene indicata una tariffa media di 26 euro.
Ancora più significativo è l’aumento previsto per alcune prestazioni di dialisi peritoneale domiciliare, per le quali la revisione raggiunge il 15%.
L’obiettivo del nuovo sistema è aggiornare valori che non venivano modificati da anni, intervenendo sulle tariffe massime della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica.
Perché cambiano le tariffe: la storia del decreto
L’aggiornamento arriva dopo una lunga vicenda legata al cosiddetto decreto tariffe.
Il provvedimento del 2024, che puntava ad aggiornare le tariffe precedentemente fissate nel 2012, era stato annullato dal Tar del Lazio dopo i ricorsi delle strutture private, che avevano contestato valori ritenuti troppo bassi.
Da quella vicenda era scaturito anche il termine del 21 settembre per l’entrata in vigore del nuovo sistema.
Il 23 luglio scorso, invece, è arrivato l’ok della Conferenza Stato-Regioni al nuovo decreto per l’aggiornamento delle tariffe massime della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica.
Quanto costa al Servizio sanitario il nuovo aggiornamento
L’aumento medio delle tariffe aggiornate viene stimato intorno al 5,8%.
Per il Servizio sanitario nazionale l’impatto aggiuntivo previsto è di circa 210,7 milioni di euro all’anno.
La parte più consistente, pari a 183,1 milioni di euro, riguarda la specialistica ambulatoriale, mentre altri 27,6 milioni sono destinati all’assistenza protesica.
Il nuovo sistema parte quindi dal 21 settembre con una distinzione da tenere bene a mente: le tariffe delle prestazioni cambiano, ma non è detto che cambi automaticamente il Ticket pagato dal paziente. A fare la differenza sono il tetto applicato dalla Regione e l’eventuale diritto all’esenzione.

