Il tragico incidente in via RockfellerIl tragico incidente in via Rockfeller

L’auto supera le vetture ferme in via Rockefeller e travolge le due bambine

Una fila di auto si era fermata per consentire a una madre e alle sue due figlie di attraversare la strada. Ma una vettura ha sorpassato le auto in coda e ha investito le due bambine proprio mentre si trovavano sulle strisce pedonali.

L’incidente è avvenuto intorno alle 8 di mercoledì 23 settembre a Sassari, in via Rockefeller, nei pressi della rotatoria tra via Washington e via Turati. Le bambine, di 3 e 5 anni, stavano attraversando insieme alla madre quando sono state urtate da una Fiat Punto.

Dopo l’impatto, il conducente si è fermato soltanto per pochi istanti. Poi è ripartito, senza fermarsi a prestare assistenza, facendo perdere le proprie tracce.

Le bambine in ospedale, la polizia locale cerca il conducente

Le due piccole sono state soccorse dal 118 e trasportate al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove sono state sottoposte agli accertamenti e tenute sotto osservazione. Secondo quanto riferito, le loro condizioni non sono gravi.

Sul luogo dell’incidente è intervenuta la polizia locale di Sassari, che ha avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica e soprattutto risalire all’identità dell’automobilista che si è allontanato.

Al Comando sarebbero già arrivati alcuni elementi utili alle indagini. Gli agenti stanno quindi lavorando per raccogliere ulteriori informazioni e individuare la vettura coinvolta.

La polizia locale ha rivolto anche un appello a eventuali testimoni: chiunque abbia assistito all’investimento o disponga di informazioni utili può comunicarle agli uffici della polizia locale di Sassari.

Di Redazione

Produzione giornalistica, approfondimenti, esclusive e lanci di agenzia a cura della Redazione Centrale di Notizie Audaci. Testata giornalistica registrata al Tribunale di Salerno, N. 373 del 17/01/2019, inclusa nel feed ufficiale di Google News e diretta dal Direttore Responsabile Giuseppe D’Alto, giornalista professionista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *