Salvatore ZoraSalvatore Zora

Salvatore Zora non ce l’ha fatta

Ha lottato per tutta la notte, attaccato alle macchine nel reparto di rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo, dopo che i soccorritori del 118 e i medici avevano praticato un lunghissimo massaggio cardiaco. Ma il cuore di Salvatore Zora, 37 anni, rider della piattaforma Glovo, alla fine si è fermato.

Troppo gravi i traumi riportati alla testa e al torace nel drammatico incidente avvenuto giovedì. Zora era in sella alla sua moto quando si è scontrato con una bici elettrica guidata da una ragazza di 16 anni, anche lei rimasta gravemente ferita e ricoverata nello stesso ospedale.

La dinamica è ancora al vaglio degli investigatori. Secondo quanto emerso, uno dei due mezzi potrebbe aver tagliato la strada all’altro nel tentativo di evitare l’impatto con un tir. Saranno le indagini a chiarire con esattezza cosa sia accaduto.

Amici e colleghi davanti alla rianimazione

Per tutta la serata di ieri, amici e colleghi di Salvatore Zora si sono radunati davanti alla porta della rianimazione, in attesa di notizie sulle sue condizioni. Una speranza rimasta accesa per ore e poi spezzata dalla notizia della morte.

Il 37enne abitava nel quartiere Capo, a pochi metri dal palazzo di giustizia, ed era molto conosciuto nella zona. Lascia la moglie e due figlie piccole.

Numerose anche le confraternite della zona che Zora frequentava: sono state organizzate veglie di preghiera per stringersi alla famiglia in queste ore di dolore. Sui social sono comparati numerosi messaggi di cordoglio per una famiglia molto conosciuta nel quartiere, anche per i legami della moglie, nipote del titolare di un ristorante molto frequentato.

I sindacati: «Morire mentre si lavora non può essere inevitabile»

La morte di Zora riaccende anche il tema della sicurezza dei rider, che trascorrono gran parte della propria giornata sulle strade.

«Oggi è il momento del dolore e del rispetto per la famiglia, alla quale garantiremo tutto il nostro sostegno», hanno scritto in una nota Nidil, Filt e Cgil Palermo. Ma, aggiungono i sindacati, davanti all’ennesimo lavoratore che perde la vita sulle strade non è possibile fermarsi al cordoglio.

«Morire mentre si lavora non può mai essere considerato inevitabile», sottolineano, chiedendo che salute e sicurezza dei rider, comprese le condizioni e i ritmi con cui viene svolto il lavoro, diventino una responsabilità concreta.

«Oggi piangiamo un lavoratore. Da domani continueremo a pretendere che tragedie come questa non accadano più», conclude la nota.

L’allarme sulle bici elettriche e sui controlli

Dopo l’incidente, maggiore attenzione viene chiesta anche sull’utilizzo delle biciclette elettriche, soprattutto quando alla guida ci sono ragazzi molto giovani.

A intervenire è Ottavio Zacco, presidente della sesta commissione consiliare con competenza sulla polizia municipale: «Serve più vigilanza sulle strade e sull’utilizzo sempre più diffuso delle biciclette elettriche».

Zacco richiama in particolare il problema dei mezzi che potrebbero essere modificati o alterati per superare i limiti previsti dalla normativa: «Il problema diventa serio quando questi mezzi vengono modificati o alterati per superare i limiti previsti dalla normativa. Non si tratta di criminalizzare il mezzo ma è necessario intensificare i controlli».

A Palermo un altro rider aggredito poche settimane fa

La tragedia di Salvatore Zora arriva in un contesto nel quale il lavoro dei rider continua a essere segnato da rischi e difficoltà.

Alcune settimane fa, sempre a Palermo, un altro dipendente di Glovo era stato accerchiato e picchiato da un gruppo di giovani in via Roma. Il lavoratore era stato spinto fino a cadere sul marciapiede, quindi colpito con pugni al volto mentre gli aggressori gli avrebbero rivolto anche minacce di morte.

«Ti ammazziamo», gli avrebbero detto.

Anche in quel caso era stato necessario l’intervento del 118. Ora la morte di Salvatore Zora riporta drammaticamente al centro il tema della sicurezza di chi ogni giorno attraversa le strade della città per consegnare cibo e prodotti.

Di Redazione

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