Roberto GialdiniRoberto Gialdini

La malformazione congenita che non sapeva di avere ha provocato l’emorragia cerebrale, 200 alunni rendono omaggio a Roberto Gialdini

Ieri mattina il liceo Iess di Reggio Emilia si è fermato per permettere a studenti, ex alunni, genitori e docenti di raccogliersi nel ricordo di Roberto Gialdini. Oltre 200 ragazzi sono arrivati anche da altre città per rendere omaggio al loro professore, scomparso a 36 anni dopo dieci giorni di ricovero.Per consentire alla comunità scolastica di stringersi attorno alla famiglia, le lezioni sono state sospese.

La morte è arrivata giovedì sera, all’ospedale Civile di Baggiovara, dove il docente era ricoverato dal 13 settembre. Quel giorno, proprio alla vigilia della prima campanella, si era verificato il drammatico evento che avrebbe cambiato per sempre la sua vita.

La malformazione che Roberto non sapeva di avere

A spiegare cosa è accaduto è il dirigente scolastico dello Iess, Ugo Barilli. Gialdini aveva una malformazione congenita al cervello, della quale non era mai stato a conoscenza.

«Roberto aveva una malformazione congenita al cervello, che ha ceduto domenica 13 settembre, proprio il giorno prima della prima campanella», ha raccontato il dirigente a Il Resto del Carlino.

Il professore è rimasto ricoverato per dieci giorni nel reparto di Terapia intensiva e Neurorianimazione dell’ospedale Civile di Baggiovara, fino alla sera del 24 settembre, quando è morto a causa dell’emorragia cerebrale.

Un dramma ancora più difficile da accettare perché, come sottolinea Barilli, Gialdini non aveva mai avuto sintomi e non sapeva di essere affetto dalla malformazione.

«Lui non sapeva assolutamente niente di questa sua malformazione congenita, che per anni ha serpeggiato dentro di lui senza dare alcun sintomo. Era all’oscuro del suo problema e noi non ce lo saremmo mai immaginati».

«Un punto di riferimento per i ragazzi»

A scuola Roberto Gialdini non era soltanto il professore di matematica. Il dirigente lo ricorda come un docente capace di accompagnare gli studenti nella crescita, valorizzandone le capacità senza ridurre tutto al risultato di un numero.

«Era un docente molto amato dai giovani, capace di sviluppare le piene potenzialità dei suoi alunni, senza dare troppo peso al voto numerico», racconta Barilli.

Una figura che aveva costruito nel corso degli anni un rapporto particolare con gli studenti e con i colleghi. La sua morte ha lasciato un vuoto profondo nell’intero istituto.

Tra coloro che lo conoscevano più da vicino c’è Francesco Lenzini, amico e collega, che ricorda il docente con parole cariche di emozione. «La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile in tutti noi».

Poi il ricordo delle qualità umane e professionali di Gialdini: «Roberto era una persona generosa, con un animo buono e puro. Era un docente straordinariamente preparato e capace».

I funerali di Roberto Gialdini

In queste ore l’intera comunità si è stretta intorno a mamma Vanna, al papà Miller, al fratello Mauro e la cognata Federica.

I funerali si svolgeranno lunedì 28 settembre alle ore 10, con partenza dalla Casa Funeraria Reverberi di via Terezin 21, per la chiesa parrocchiale di Sant’Anselmo, a Reggio Emilia. Al termine della funzione religiosa, il corteo proseguirà per il cimitero di Marmirolo.

La famiglia ha espresso inoltre un ringraziamento al personale sanitario della Terapia Intensiva e Neurorianimazione dell’ospedale Civile di Baggiovara, ricordando la professionalità e la sensibilità dimostrate durante i dieci giorni di ricovero.

Un ringraziamento è stato rivolto anche ai dottori Francesco Clemente e Marco Ruozzi per il sostegno e l’affetto offerti alla famiglia durante il drammatico percorso.

Di Redazione

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