Si aggrava la posizione di Andrea Pellati, Antonella Stipa ricostruisce la violenza ripresa dalle telecamere della pizzeria.
«Mi deve dire perché lo ha fatto. Per i soldi? Per 35 euro? Non ce n’era bisogno, avremmo continuato a fargli credito». È una domanda che continua a tormentare Antonella Stipa, la sorella di Raffaele Stipa, il pizzaiolo di 67 anni ucciso a coltellate nella sua pizzeria di Reggio Emilia. Ferita mentre tentava disperatamente di difendere il fratello, la donna ha ricostruito quei terribili istanti, spiegando come nulla lasciasse presagire una tragedia simile.
Ricoverata in ospedale dopo l’aggressione, Antonella racconta di essere ancora dolorante, ma soprattutto sconvolta da quanto accaduto. L’uomo arrestato per il delitto, Andrea Pellati, non era uno sconosciuto: da oltre vent’anni frequentava il locale ed era considerato un cliente abituale.
«Lo conoscevamo da 25 anni, non aveva mai dato problemi»
La famiglia Stipa aveva instaurato con lui un rapporto che andava oltre quello tra commerciante e cliente. Quando attraversava difficoltà economiche, gli veniva spesso concesso di pagare in un secondo momento.
«Lo conoscevamo benissimo da 25 anni. Non aveva mai creato problemi. Non riesco a capire cosa gli sia scattato nella testa», racconta Antonella.
Solo poche ore prima dell’omicidio era stata una donna vicina al 43enne a presentarsi in pizzeria per chiedere un’altra pizza da pagare successivamente. Antonella le aveva ricordato che il debito aveva ormai raggiunto i 35 euro, ricevendo la promessa che tutto sarebbe stato saldato dopo l’arrivo della pensione.
L’aggressione ripresa dalle telecamere
La sera, poco dopo le 21, Andrea Pellati è tornato nel locale. Secondo la ricostruzione fornita dalla sorella della vittima, non avrebbe pronunciato neppure una parola.
«Io ero in bagno. Mio fratello era vicino al forno. Lui è entrato, ha appoggiato lo zaino, ha estratto un coltello da cucina che aveva portato con sé ed è andato direttamente dietro il bancone ad aggredirlo».
L’intera sequenza sarebbe stata immortalata dalle telecamere interne della pizzeria.
Quando Antonella ha cercato di intervenire per fermarlo, è stata a sua volta colpita con il coltello.
«L’ho colpito con il mocio per salvare mio fratello»
Nel racconto rilasciato al Tg1, la donna descrive gli istanti successivi all’assalto.
«C’era questo ragazzo che stava aggredendo mio fratello. Era già caduto perché lo aveva ferito al collo. Ho visto che aveva ancora il coltello in mano e ho preso il mocio. L’ho colpito prima sulla schiena e poi sulla testa».
Nemmeno questo è bastato a fermare l’aggressore.
«Dopo mio fratello ha accoltellato anche me».
Solo quando Antonella, ormai riversa a terra e ferita, ha iniziato a urlare chiedendo aiuto, i clienti presenti nella sala accanto si sono accorti di quanto stava accadendo e hanno dato l’allarme.
L’inchiesta: contestate le aggravanti
Andrea Pellati è stato rintracciato poche ore dopo dalla Polizia e arrestato. La Procura di Reggio Emilia gli contesta l’omicidio aggravato dalla premeditazione e dai motivi ritenuti futili o abietti. Nelle prossime ore il giudice dovrà pronunciarsi sulla richiesta di convalida della misura cautelare.
Secondo gli inquirenti, il movente potrebbe essere legato all’ennesima richiesta di una pizza senza pagamento, maturata dopo un diverbio iniziato già nelle ore precedenti. Un’ipotesi che dovrà essere chiarita nel corso delle indagini, mentre la comunità di Reggio Emilia continua a interrogarsi su come una persona conosciuta da decenni possa aver trasformato un rapporto di fiducia in una tragedia.

