Alessandro Di BattistaAlessandro Di Battista

L’ex deputato racconta a Di Martedì il malore a Cuba, l’operazione e la nuova fase della sua vita

«Ogni giorno mi riprendo degli spazi di libertà». Alessandro Di Battista è tornato in collegamento con Di Martedì, su La7, e ha raccontato per la prima volta in televisione con maggiore dettaglio cosa gli è accaduto nelle settimane trascorse a Cuba. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle ha rivelato di essere stato operato per un tumore, scoperto dopo un edema cerebrale che aveva provocato il malore.

«A Cuba ho iniziato a sentirmi male in virtù di un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato», ha spiegato a Giovanni Floris. I medici, ha raccontato, sono intervenuti rapidamente per ridurre l’edema e consentire l’operazione: «Mi hanno asportato quasi tutto il tumore. E adesso farò le cure sperando che funzionino».

«Perché proprio a me»: la nuova vita dopo l’operazione

Di Battista non ha nascosto la difficoltà del momento e ha raccontato di sentirsi parte di quel «club di cittadini italiani» che, davanti a una diagnosi simile, si chiedono inevitabilmente «perché proprio a me».

L’ex parlamentare ha però respinto la retorica del «guerriero» che deve necessariamente promettere di farcela. «Io non sono uno di quelli che dice “ce la farò”», ha spiegato, sottolineando che adesso il suo obiettivo è affrontare le cure, condurre una vita il più possibile sana e mantenere un atteggiamento positivo.

«Questa peste del XXI secolo ha un pregio: è democratica», ha detto riferendosi alla malattia. E ha aggiunto: «Quelli che non devono mollare sono i dottori».

L’operazione a Cuba: «Una tecnologia che qui si usava 30 anni fa»

Nel racconto di Di Battista c’è anche un riconoscimento molto netto al lavoro dei medici cubani. L’ex deputato ha spiegato di essere stato sottoposto a un intervento che, a suo giudizio, è stato estremamente sofisticato nonostante le difficoltà della struttura sanitaria in cui è stato eseguito.

«A Cuba mi hanno fatto un’operazione raffinatissima con tecnologie che qui si usavano 30 anni fa», ha raccontato, spiegando che il neurochirurgo è riuscito comunque a intervenire e a salvargli la vita.

Di Battista ha poi riferito di aver ricevuto un messaggio proprio dal medico cubano che lo aveva operato: «Mi ha scritto dicendo che non hanno la possibilità di sterilizzare per l’assenza di corrente». Un dettaglio che l’ex parlamentare ha utilizzato per riportare l’attenzione sulle condizioni del sistema sanitario e, più in generale, della popolazione cubana.

L’attacco agli Stati Uniti e le condizioni di Cuba

Il tema di Cuba era già stato affrontato da Di Battista nei giorni scorsi attraverso il suo canale Substack. In trasmissione ha ribadito la propria posizione, sostenendo che gli Stati Uniti continuino a esercitare una pressione che, a suo giudizio, contribuisce alle difficoltà della popolazione cubana.

«Gli Usa continuano a comportarsi come dei mafiosi e a strangolare il popolo cubano», ha affermato, definendo drammatica la situazione all’Avana.

Si tratta della sua lettura politica della situazione dell’isola, che ha collegato anche alle immagini circolate in Italia sulle condizioni di alcune città cubane.

«Meloni con me si è comportata bene»

Nel corso dell’intervista c’è stato spazio anche per la vicenda che aveva accompagnato il suo rientro da Cuba e per le polemiche sul presunto utilizzo di un volo di Stato.

Di Battista ha raccontato di aver ricevuto una telefonata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni mentre si trovava all’Avana. Secondo il suo racconto, la premier gli avrebbe consigliato di lasciar perdere le polemiche sul volo, che «peraltro non è mai stata un’ipotesi».

L’ex parlamentare ha poi criticato quella che ha definito una «polemica indegna» e ha contestato anche alcune ricostruzioni giornalistiche sulle sue condizioni di salute. «Ho scoperto di essere uscito da un coma nel quale non sapevo di essere mai entrato», ha detto, sostenendo che in più occasioni alcuni organi di stampa lo avrebbero dato per morto o avrebbero diffuso informazioni sanitarie che lui considera inventate.

«Mi devo curare»: niente candidatura per ora

La malattia cambia inevitabilmente anche le prospettive politiche dell’ex esponente del Movimento 5 Stelle. Di Battista ha escluso, almeno in questa fase, una sua candidatura alle prossime elezioni.

Alla domanda se possa essere «il Vannacci del centrosinistra», ha risposto parlando della situazione dell’opposizione e definendo debole il campo largo. Ha poi criticato la posizione del Partito democratico sulla guerra in Ucraina, sostenendo che sia sostanzialmente analoga a quella del governo Meloni.

Quanto alla possibilità di una candidatura, Di Battista ha ricordato il percorso avviato con l’associazione Schierarsi, spiegando che erano stati compiuti alcuni passi per arrivare all’appuntamento elettorale con la possibilità di decidere quale strada intraprendere.

Poi la frase che fotografa la sua nuova fase: «La vita è imponderabile». E oggi, ha ribadito, «la priorità per me è curarmi». L’obiettivo resta quello di far crescere Schierarsi in vista di future tornate elettorali, ma prima ci sono le terapie da iniziare: «Ora giustamente devo pensare ad altro».

Di Renato Valdescala

Renato Valdescala: esperienza nello sport e nella cronaca locale con quotidiani salernitani dal 1990. Con il tempo si è dedicato alla cronaca estera analizzando i fatti di maggiore rilievo con spirito critico e irriverente. Si occupa anche di approfondimenti di cronaca nazionale.

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