Nell’incendio de Le Constellation morirono 41 persone
È una richiesta destinata a far discutere quella avanzata da Jessica Moretti, proprietaria del Le Constellation di Crans-Montana e tra le principali indagate nell’inchiesta sul rogo di Capodanno costato la vita a 41 persone, con altre 115 rimaste ferite. Moretti ha infatti presentato una pratica per ottenere un’indennità giornaliera legata alla perdita di guadagno provocata dai danni alla salute che avrebbe riportato nell’incendio.
La procedura è ora al vaglio dell’assicurazione Zurich. Una lettera acquisita nel dossier dell’inchiesta conferma che la compagnia ha chiesto alla Procura del Cantone del Vallese il nulla osta per l’eventuale versamento dell’indennità, ottenendo l’autorizzazione a procedere.
È proprio questo aspetto ad aver provocato la reazione dell’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, una delle persone rimaste ferite nella tragedia.
La pratica assicurativa dopo la strage
La richiesta riguarda una possibile indennità giornaliera per infortunio sul lavoro, prevista dalla normativa svizzera per la perdita di guadagno conseguente a danni alla salute.
Nella documentazione dell’inchiesta compare una comunicazione di Zurich relativa alla pratica aperta il 1° gennaio 2026 a nome di Jessica Maric Moretti. La compagnia assicurativa ha chiesto alle autorità giudiziarie vallesane il via libera per l’eventuale erogazione della prestazione.
Il nulla osta è stato concesso.
Questo non significa che Moretti abbia già incassato l’indennità né che sia stato stabilito un suo diritto definitivo al pagamento. La richiesta è inserita in una procedura assicurativa che dovrà essere valutata secondo le regole previste per questo tipo di prestazione.
Ma il suo contenuto assume un peso particolare proprio per il contesto nel quale si inserisce.
La donna è una delle principali indagate per il rogo
Jessica Moretti è infatti una delle principali persone sotto inchiesta per l’incendio che ha devastato il suo locale nella notte di Capodanno.
Attualmente è sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di firma e deve rimanere nella propria abitazione di Lens.
Il marito Jacques è invece detenuto dall’11 agosto. Nei suoi confronti è stata contestata un’accusa relativa alle presunte violenze nei confronti della moglie. Il tribunale ha stabilito che la sua permanenza in carcere proseguirà almeno fino all’11 novembre.
L’inchiesta sul rogo resta dunque aperta e non può essere confusa con l’esito della pratica assicurativa: la richiesta di indennità non equivale ad alcuna conclusione sulle eventuali responsabilità penali per l’incendio.
«Una delle principali indagate chiede di essere indennizzata»
È proprio la sovrapposizione tra i due piani ad aver suscitato la reazione di Ventimiglia, che assiste la famiglia di Sofia Donadio.
«Nel paradosso di questa tragedia, una delle principali indagate per l’incendio del Constellation chiede di essere indennizzata proprio per le conseguenze di quell’incendio, mentre 115 feriti e le famiglie delle 41 vittime attendono ancora verità e giustizia oltre al risarcimento degli immani danni subiti», ha dichiarato il legale.
Poi ha aggiunto: «È una notizia che lascia sconcertati».
Parole che fotografano il nodo più delicato della vicenda: da una parte una pratica assicurativa che può seguire un percorso autonomo sulla base delle norme svizzere sugli infortuni sul lavoro; dall’altra le famiglie delle vittime e i feriti che attendono ancora di conoscere l’esito dell’inchiesta e di vedere definiti gli aspetti risarcitori della tragedia.
Il timore per il ritorno dell’attenzione mediatica
Nel frattempo, Jessica Moretti resta sottoposta alle restrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.
Un rapporto della polizia cantonale, incaricata di verificare il rispetto delle misure cautelari, segnala anche i timori espressi dalla donna in vista della fine dell’anno e dell’avvicinarsi dell’anniversario della tragedia.
Moretti avrebbe manifestato preoccupazione per il ritorno dell’attenzione dei media sulla vicenda e per la possibilità di «eventuali atti isolati da parte di parenti delle vittime».
Il rapporto evidenzia dunque una situazione particolarmente delicata con l’avvicinarsi del primo anniversario del rogo.
Il nodo dell’indennità e quello della responsabilità
La vicenda dell’indennità rischia così di diventare un nuovo elemento di forte tensione attorno a un’inchiesta già segnata da 41 morti e 115 feriti.
Sul piano assicurativo, la richiesta di Moretti viene esaminata secondo le procedure previste dalla normativa svizzera per gli infortuni sul lavoro. Sul piano giudiziario, invece, resta da accertare ogni eventuale responsabilità legata al rogo del Constellation.
Sono due procedimenti distinti, ma che finiscono inevitabilmente per incrociarsi agli occhi dell’opinione pubblica.
Ed è proprio questo il punto destinato a alimentare la discussione: la proprietaria del locale al centro dell’inchiesta chiede una prestazione per le conseguenze sulla propria salute di quella stessa notte che ha provocato una strage.
Per le famiglie delle 41 vittime e per le 115 persone rimaste ferite, il capitolo più importante resta però ancora quello della verità sulle cause del rogo e dell’accertamento delle eventuali responsabilità.

