Sandra Paola Carozzi stava affrontando da sola il viaggio intorno al mondo progettato con Mario Pecorari, morto nel 2024 in un incidente stradale
Aveva perso il marito in un incidente in Vespa, ma non aveva rinunciato al sogno che avevano costruito insieme. Aveva scelto di continuare a viaggiare, trasformando ogni chilometro in un modo per sentirlo ancora accanto. Quel viaggio, però, si è interrotto tragicamente in Cina. Sandra Paola Carozzi, 63 anni, originaria di Trieste, è morta il 15 ottobre in un incidente stradale mentre attraversava il Paese in sella alla sua Vespa.
La notizia è arrivata in Italia soltanto nei giorni successivi, gettando nello sconforto le associazioni di appassionati di scooter d’epoca di cui faceva parte. A ricordarla sono stati il Vespa Club Trieste e Gatti Randagi e l’associazione Trieste in Lambretta, che hanno condiviso il dolore per una scomparsa tanto improvvisa quanto difficile da accettare.
Dietro la tragedia c’è una storia d’amore e di passione per i viaggi che aveva già conosciuto un dolore devastante. Sandra aveva deciso di non fermarsi dopo la morte del marito Mario Pecorari, continuando quell’avventura che avrebbe dovuto portarli insieme in giro per il mondo.
L’incidente in Cina: la Vespa finisce fuori strada
L’incidente mortale è avvenuto il 15 ottobre mentre Sandra si trovava nella provincia cinese del Sichuan. Secondo le prime ricostruzioni, la sua Vespa sarebbe entrata in collisione con una bicicletta che procedeva nella stessa direzione. Dopo l’impatto, la donna avrebbe perso il controllo del mezzo, finendo fuori strada.
I soccorsi sono intervenuti e la sessantatreenne è stata trasportata in ospedale. Nonostante i tentativi di rianimazione, però, per lei non c’è stato nulla da fare.
La dinamica esatta dell’accaduto dovrà essere ricostruita sulla base degli accertamenti disponibili. Nel frattempo, i familiari sono impegnati nelle procedure necessarie per il rimpatrio della salma in Italia.
La notizia ha raggiunto Trieste attraverso i contatti tra il club di appartenenza, i parenti e il consolato generale italiano a Chongqing. Per chi la conosceva, Sandra non era soltanto una viaggiatrice: rappresentava una presenza familiare nel mondo delle due ruote e una donna capace di portare avanti con determinazione un progetto segnato da una perdita enorme.
Due anni fa la morte di Mario, il compagno di una vita
Il destino di Sandra era già stato segnato da un’altra tragedia sulle due ruote. Il 26 maggio 2024 il marito, Mario Pecorari, era morto a 70 anni in un incidente avvenuto a Trieste. L’uomo si era schiantato contro un cassonetto in piazza dei Volontari Giuliani, perdendo la vita sul colpo.
Sandra si trovava nelle vicinanze, in sella al proprio scooter, e aveva assistito alla scena. Una perdita che aveva spezzato la loro quotidianità e lasciato in sospeso il progetto che condividevano: attraversare il mondo viaggiando in Vespa.
Con il passare del tempo, però, la donna aveva trovato la forza di rimettersi in viaggio. Non per dimenticare Mario, ma per continuare quell’avventura che li aveva uniti. Chilometro dopo chilometro, aveva raccontato le tappe e le emozioni attraverso il blog e i canali social dedicati al progetto «Mario e Sandra in viaggio», mantenendo vivo il ricordo del marito.
L’ultimo messaggio a Mario davanti all’esercito di terracotta
Tra le ultime testimonianze pubblicate online ce n’è una particolarmente toccante. Il 10 ottobre Sandra si trovava a Xi’an, davanti al celebre esercito di terracotta custodito nel mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang. In quella giornata aveva scelto di dedicare un pensiero a Mario per il loro decimo anniversario di matrimonio.
«Volevo brindare con te! Abbracciarti e dirti ti amo! Ma non ci sei!», aveva scritto, esprimendo tutta la mancanza del compagno. Poi una promessa che, riletta dopo la sua morte, assume un significato ancora più doloroso: «Un giorno ci incontreremo di nuovo e non ci lasceremo mai più».
Pochi giorni dopo quel messaggio, il viaggio si è fermato. Le fotografie dalla Cina, che fino a quel momento raccontavano la scoperta di luoghi lontani e la volontà di portare avanti un sogno condiviso, sono diventate l’ultima traccia pubblica della sua avventura.
Il cordoglio dei club: «La sua Vespa tornerà in Italia»
Le associazioni di cui Sandra faceva parte hanno affidato ai social il proprio dolore. Il Vespa Club Trieste e Gatti Randagi ha ricordato la socia sottolineando il coraggio con cui aveva deciso di proseguire il viaggio dopo la scomparsa del marito, portando con sé la loro passione e trasformando la strada in un legame che non si era spezzato.
Anche Trieste in Lambretta ha voluto salutarla pubblicando proprio l’immagine scattata davanti all’esercito di terracotta, una delle ultime condivise dalla viaggiatrice.
Tra i propositi annunciati dal Vespa Club c’è quello di riportare la Vespa di Sandra a Trieste e collocarla accanto a quella di Mario in un museo in Toscana. Un modo per riunire simbolicamente i due mezzi e custodire la memoria di una coppia che aveva fatto della strada una parte fondamentale della propria vita.
Ora il mondo delle due ruote piange una donna che, dopo aver affrontato il dolore più grande, aveva trovato la forza di ripartire. Il viaggio che sognava con Mario non è arrivato al traguardo terreno, ma la sua storia resterà legata a quella promessa fatta davanti a un monumento millenario in Cina: ritrovarsi, un giorno, e non separarsi più.

