Il derby azzurro dura appena 40 minuti: Flavio lascia il campo disperato per un problema alla gamba sinistra
Quaranta minuti di tennis, poi le lacrime e un abbraccio che vale più del risultato. Flavio Cobolli si ritira in lacrime nel derby contro Matteo Berrettini agli ottavi dell’ATP 500 di Vienna, lasciando il campo con il volto coperto dall’asciugamano e la disperazione di chi vede interrompersi una partita e teme per il proprio percorso. Ma nel momento più difficile, dall’altra parte della rete non c’è soltanto un avversario: c’è un amico.
Berrettini gli si è avvicinato, si è seduto accanto a lui in panchina e lo ha abbracciato, cercando di consolarlo mentre il giovane romano faceva i conti con lo sconforto. Una scena che ha trasformato il finale del derby italiano in un momento di grande intensità emotiva, ben oltre il risultato maturato sul cemento indoor austriaco.
Il problema alla gamba sinistra e il ritiro sul 5-2
La partita si è interrotta quando Berrettini era avanti 5-2 nel primo set. Cobolli ha accusato un problema alla gamba sinistra, che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca dopo circa quaranta minuti di gioco.
Il numero 4 del seeding ha lasciato il campo visibilmente provato. Il volto nascosto dall’asciugamano, le lacrime e la difficoltà di accettare uno stop arrivato nel pieno di un torneo importante hanno raccontato tutta la sua amarezza.
Resta da chiarire l’entità dell’infortunio. Tra le ipotesi c’è un problema alla coscia sinistra, già fasciata prima dell’incontro, ma saranno gli accertamenti medici a stabilire la natura del problema e i tempi di recupero. Nei primi game, infatti, non erano emersi segnali evidenti che lasciassero prevedere un epilogo simile.
Berrettini dimentica il risultato: prima l’amicizia, poi il tennis
Il momento più toccante è arrivato dopo il ritiro. Berrettini ha cercato di stare vicino al connazionale, senza lasciarlo solo nella delusione. Sedersi accanto a Cobolli e abbracciarlo è stato il gesto spontaneo di chi conosce il peso di un infortunio e sa quanto possa essere difficile accettare di fermarsi proprio quando si vorrebbe continuare a lottare.
In un circuito in cui ogni vittoria può pesare sulla classifica e sulla stagione, il derby di Vienna ha mostrato un altro lato del tennis: quello del rispetto e della solidarietà tra colleghi. Matteo ha conquistato l’accesso ai quarti, ma l’immagine destinata a restare è quella dei due italiani vicini in panchina, con la partita ormai passata in secondo piano.
Per Cobolli uno stop nel momento più delicato della stagione
L’infortunio arriva in una fase importante per il ventitreenne romano, protagonista di una stagione che lo ha portato tra i migliori giocatori del circuito. Cobolli è stato convocato per la Coppa Davis e punta a chiudere l’anno nel migliore dei modi. La sua condizione fisica sarà ora determinante per capire se potrà rispettare i prossimi impegni.
Ogni valutazione, però, dipenderà dall’esito degli esami. Al momento non ci sono certezze sulla gravità del problema né sui tempi necessari per tornare in campo.
Per Berrettini, invece, il torneo prosegue: ai quarti di finale affronterà l’australiano Alex De Minaur, testa di serie numero 5. Il passaggio del turno è arrivato in circostanze che nessun giocatore avrebbe voluto, soprattutto in un derby tra due connazionali.
A Vienna il tabellone ha premiato Matteo, ma il finale ha consegnato al pubblico un’immagine diversa da quella di una semplice vittoria: un campione che si ferma accanto a un amico in lacrime. Per qualche istante, il punteggio non ha più contato.
Hard to watch this one 💔 Berrettini advances as Cobolli is forced to retire… Wishing Flavio a speedy recovery 🙌 @ErsteBankOpen | #ErsteBankOpen https://t.co/hHsrk5kSs0
— ATP Tour (@atptour) October 29, 2026
Darderi travolto, Musetti eliminato
Il ritiro di Flavio Cobolli non è l’unica delusione per il tennis italiano agli ottavi del torneo austriaco. La giornata si è rivelata particolarmente difficile anche per Luciano Darderi e Lorenzo Musetti, entrambi eliminati, lasciando a Matteo Berrettini il compito di rappresentare l’Italia nei quarti di finale.
Darderi ha vissuto una partita da dimenticare contro lo statunitense Tommy Paul, che si è imposto con un netto 6-1, 6-1 in meno di cinquanta minuti. Una sconfitta senza appello che complica anche la corsa dell’italoargentino verso la chiusura della stagione tra i primi venti giocatori del mondo: per provare a recuperare terreno gli resta il Masters 1000 di Parigi.
Più combattuta, ma altrettanto amara, l’eliminazione di Lorenzo Musetti. Il toscano ha perso il primo set 6-3 contro il britannico Arthur Fery, ha reagito conquistando il secondo per 7-5, ma nel parziale decisivo non è riuscito a difendere il vantaggio accumulato. Fery ha chiuso sul 6-4 dopo quasi due ore e tre quarti di gioco, conquistando l’accesso al turno successivo.
Zverev supera Sinner: da lunedì sarà lui il numero uno al mondo
A Vienna è arrivata anche una svolta importante nella corsa al vertice del ranking ATP. Alexander Zverev si è assicurato il sorpasso su Jannik Sinner, grazie alla qualificazione ai quarti di finale ottenuta battendo l’olandese Tallon Griekspoor per 6-4, 7-5.
Con il prossimo aggiornamento della classifica, previsto per lunedì, il tedesco diventerà quindi il nuovo numero uno del mondo, interrompendo il primato dell’azzurro. Dopo la partita, Zverev ha descritto il traguardo come una sensazione speciale, diversa dalla conquista di un torneo o di un titolo.
Intanto, nel tabellone viennese avanzano anche altri protagonisti di primo piano, tra cui Carlos Alcaraz e Daniil Medvedev. Lo spagnolo affronterà Tommy Paul nei quarti, mentre Berrettini dovrà vedersela con l’australiano Alex De Minaur.

