Giuseppe Lacroce e Marina BattistiniGiuseppe Lacroce e Marina Battistini

Tragedia a Casal de’ Pazzi, in via Spinoza: Giuseppe Lacroce, 80 anni, e Marina Battistini, 74, sarebbero morti intossicati dal fumo.

Un lumino acceso per pregare, un incendio divampato mentre dormivano e il fumo che ha invaso rapidamente l’abitazione, senza lasciare loro scampo. Due coniugi sono stati trovati morti in un appartamento a Roma, in una tragedia domestica che ha sconvolto il quartiere di Casal de’ Pazzi. Le vittime sono Giuseppe Lacroce, 80 anni, e la moglie Marina Battistini, 74.

La prima ipotesi investigativa è che le fiamme siano state provocate da un lumino votivo lasciato acceso durante la notte, collocato vicino a un armadio di legno. Il fuoco avrebbe raggiunto una tenda e successivamente il mobile, sprigionando una grande quantità di fumo. Per la coppia, originaria di Sora, in provincia di Frosinone, non ci sarebbe stato nulla da fare.

L’allarme all’alba: fumo nel vano scale della palazzina

La tragedia si è consumata in via Spinoza, nella zona di Casal de’ Pazzi, nel quadrante nord-est della Capitale. L’allarme è scattato intorno alle 6.30, quando alcuni residenti della palazzina hanno avvertito un forte odore di bruciato e notato il fumo che si stava diffondendo nelle scale.

La segnalazione ha fatto scattare l’intervento dei vigili del fuoco, del personale sanitario del 118 e dei carabinieri. Quando i pompieri sono riusciti a entrare nell’appartamento al primo piano, hanno trovato gli ambienti saturi di fumo. Le fiamme, secondo le prime informazioni, si erano ormai spente autonomamente, ma la combustione aveva già provocato conseguenze irreversibili.

I soccorritori hanno scoperto i corpi dei due anziani in stanze differenti. La donna si trovava ancora nel letto, mentre il marito era nel corridoio.

Il tentativo del marito di raggiungere la porta

La posizione in cui è stato trovato Giuseppe Lacroce lascia ipotizzare che l’uomo possa essersi svegliato e abbia tentato di raggiungere l’ingresso dell’abitazione, forse per mettersi in salvo o chiedere aiuto. Non sarebbe però riuscito ad arrivare alla porta: il fumo avrebbe avuto la meglio prima che potesse raggiungerla.

La moglie, invece, sarebbe rimasta nel letto, probabilmente senza avere avuto il tempo di rendersi conto della gravità della situazione. Secondo la prima ricostruzione, entrambi sarebbero morti per intossicazione da fumo, più che per le ustioni provocate dalle fiamme.

Il lumino votivo e l’ipotesi dell’incendio domestico

Gli accertamenti si concentrano sull’origine del rogo. L’ipotesi al momento presa in considerazione è che tutto sia partito da un lumino votivo acceso e lasciato vicino a un armadio di legno. La fiamma avrebbe raggiunto una tenda, favorendo la propagazione dell’incendio al mobile e la conseguente diffusione del fumo all’interno dell’appartamento.

Si tratta di una ricostruzione ancora da verificare attraverso i rilievi tecnici e scientifici. L’abitazione è stata sequestrata per consentire agli investigatori di effettuare tutti gli accertamenti necessari.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Santa Maria del Soccorso e gli specialisti del Nucleo Investigativo di Roma. Le indagini sono coordinate dalla Procura capitolina, con il pubblico ministero Pierluigi Cipolla. Il magistrato ha disposto anche l’autopsia sui corpi dei due coniugi per chiarire con precisione le cause della morte.

Il dolore dei vicini: «Erano due brave persone»

La notizia ha lasciato sotto choc gli abitanti della palazzina. Alcuni residenti hanno raccontato di essersi accorti dell’emergenza quando l’odore di bruciato ha cominciato a diffondersi negli ambienti comuni.

«Abbiamo sentito un forte odore di bruciato e poi di fumo. Quando siamo usciti per le scale l’aria era irrespirabile», hanno riferito alcuni vicini, ricordando la coppia con affetto.

Marina era descritta come una donna molto religiosa, mentre Giuseppe e la moglie erano conosciuti nel palazzo per la loro gentilezza. «Erano due brave persone», è il ricordo di chi li incontrava abitualmente.

Alcuni residenti conoscevano anche i figli, che vedevano spesso andare a trovare i genitori. Una famiglia descritta come umile e cortese, colpita da una tragedia arrivata in modo improvviso proprio nei giorni dedicati alla commemorazione dei defunti.

Le verifiche dovranno stabilire definitivamente le cause dell’incendio e la dinamica della morte dei due anziani. L’ipotesi prevalente resta quella di un tragico incidente domestico, innescato da una piccola fiamma che, durante la notte, si sarebbe trasformata in una trappola mortale.

Di Redazione

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