L’imprenditore reggiano è stato raggiunto da un colpo di pistola alla testa mentre si trovava in auto nello Stato di Rio Grande do Norte
Era partito per il Brasile per trascorrere del tempo con il figlio, che da anni vive e lavora oltreoceano. Quel viaggio si è trasformato in una tragedia. Alessandro Erminetti, conosciuto da tutti come Sandro, imprenditore reggiano di 72 anni, è stato assassinato il 9 ottobre nello Stato brasiliano di Rio Grande do Norte. A ucciderlo sarebbe stato un uomo che aveva ottenuto un passaggio sull’auto sulla quale viaggiava la vittima. Un delitto ancora avvolto da interrogativi, mentre gli investigatori cercano di ricostruire ogni passaggio di quella serata.
La notizia è arrivata a Reggio Emilia soltanto a distanza di settimane, dopo che la famiglia ha scelto di comunicarla una volta celebrati i funerali. Erminetti era una figura conosciuta nel mondo imprenditoriale locale, dove per anni aveva guidato una delle aziende storiche del settore delle costruzioni.
L’aggressione in auto e il colpo mortale alla testa
L’omicidio è avvenuto nel Nord-est del Brasile, nella zona di São Gonçalo do Amarante. Erminetti era appena arrivato nel Paese per raggiungere il figlio, che vi risiede da circa sette anni. Ad attenderlo in aeroporto c’era il socio in affari del giovane, che lo aveva accompagnato a bordo di una Mercedes.
Secondo la ricostruzione riportata dalla stampa locale e ripresa dalla Gazzetta di Reggio, durante il tragitto il conducente avrebbe accettato di far salire in macchina un uomo sconosciuto, chiedendogli se avesse bisogno di un passaggio. La vettura avrebbe poi proseguito lungo la strada statale RN-160, nel tratto tra MacaÃba e São Gonçalo do Amarante.
È in quel frangente che la situazione sarebbe precipitata. Il passeggero avrebbe estratto una pistola e cercato di impossessarsi di un piccolo zaino rosso che Erminetti aveva con sé. L’imprenditore avrebbe reagito, tentando di opporsi alla sottrazione. A quel punto l’aggressore avrebbe esploso un colpo, centrandolo alla tempia e uccidendolo.
Dopo aver costretto il conducente a scendere, l’uomo si sarebbe allontanato al volante della Mercedes. Il socio del figlio sarebbe rimasto illeso. Tra le ipotesi investigative c’è quella di una rapina, ma le circostanze dell’aggressione non sono ancora state chiarite e gli accertamenti proseguono. Non è escluso che possano emergere ulteriori elementi sulla vicenda.
La famiglia segue le indagini attraverso un legale in Brasile
I familiari di Erminetti stanno cercando di ottenere risposte attraverso un avvocato di fiducia, in contatto con un legale che opera sul posto. L’obiettivo è seguire da vicino l’attività degli investigatori e comprendere con precisione cosa sia accaduto durante il viaggio in auto.
La dinamica presenta ancora aspetti da chiarire, a partire dalle ragioni per cui lo sconosciuto sia stato fatto salire a bordo e da ciò che è accaduto prima dello sparo. La ricostruzione della stampa locale riferisce che non ci sarebbero stati altri testimoni diretti oltre ai tre uomini presenti nella vettura. Le indagini dovranno anche accertare se il denaro o gli effetti personali dell’imprenditore fossero il vero obiettivo dell’aggressore.
Chi era Alessandro Erminetti, protagonista dell’imprenditoria reggiana
A Reggio Emilia Sandro Erminetti era conosciuto soprattutto per il suo percorso professionale. Ingegnere, aveva diretto la Csi Srl, storica impresa specializzata in costruzioni stradali e opere idrauliche, con sede in via Monti Urali e un magazzino di materiali edili nella zona di Rivalta.
Sotto la sua guida l’azienda aveva consolidato la propria presenza sul territorio, partecipando tra gli anni Novanta e il 2010 a importanti lavori di urbanizzazione e aggiudicandosi commesse pubbliche e private. Per diversi anni aveva inoltre fatto parte del direttivo del Collegio degli imprenditori edili dell’Api di Reggio Emilia, realtà successivamente confluita in Confindustria.
Dopo aver ceduto l’impresa, si era ritirato dall’attività lavorativa. Il ricordo di chi lo aveva conosciuto restituisce il profilo di un professionista stimato anche per le sue qualità umane. «Tutti coloro che hanno lavorato con Sandro gli riconoscevano una elevata preparazione tecnica, unita alla modestia e all’affabilità del carattere», ha ricordato l’edile Elio Annovi.
La sua morte violenta, lontano dalla città in cui aveva costruito la propria carriera, ha lasciato sgomenta la comunità reggiana. Ora la famiglia attende che le indagini in Brasile facciano luce sull’omicidio e individuino il responsabile.

