Condannato all’ergastolo con tre anni di isolamento diurno per la morte di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, di appena 11 mesi
Ergastolo e tre anni di isolamento diurno. È la condanna inflitta a Francis Kaufmann dalla prima Corte d’Assise di Roma per il duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della piccola Andromeda, la bambina di appena 11 mesi trovate morte il 7 giugno 2025 nel parco di Villa Pamphili, a Roma. Una sentenza pesantissima per l’uomo che nel corso degli anni si era presentato con diverse identità, tra cui quelle di Rexal Ford e Matteo Capozzi.
I giudici hanno disposto anche una provvisionale di 100mila euro per ciascuna vittima in favore dei familiari. Ma al termine dell’udienza, accanto alla soddisfazione per la decisione giudiziaria, è emersa soprattutto la sofferenza dei parenti, che non hanno mai potuto conoscere la bambina. «La piccola si poteva salvare», ha dichiarato il loro legale, l’avvocato Mario Angelelli, tornando su uno degli aspetti più dolorosi della vicenda.
La frase del legale dei familiari: «Una figlia unica e una nipote mai conosciuta»
Per i familiari di Anastasia Trofimova e Andromeda, la condanna può rappresentare almeno un parziale conforto dopo una vicenda che ha lasciato una ferita profonda. L’avvocato Angelelli, legale di parte civile, ha descritto il dolore dei parenti: «Un dramma moltiplicato, una figlia unica e la nipote che non hanno mai conosciuto».
Poi le parole più dure: «La piccola si poteva salvare, e questo affligge ulteriormente. Una condanna serve ad alleviare lo stato d’animo».
La sentenza riconosce le responsabilità penali di Kaufmann per la morte delle due vittime, ma per i familiari resta anche il peso di ciò che non è stato possibile vivere: una bambina che non hanno avuto l’opportunità di conoscere e una figlia perduta.
Chi è Francis Kaufmann: le identità di Rexal Ford e Matteo Capozzi
L’uomo condannato all’ergastolo era conosciuto anche come Rexal Ford e Matteo Capozzi. A Malta avrebbe utilizzato il primo nome, presentandosi come regista e produttore cinematografico e sostenendo persino di essere figlio della rockstar americana Lita Ford, circostanza smentita.
Con l’identità di Matteo Capozzi era invece collegato a società di produzione fittizie, tra cui Tintagel Films, Portofino Films e Cs1 Production. Attraverso questa rete avrebbe costruito una credibilità nel settore cinematografico, arrivando a far ottenere al proprio produttore un credito d’imposta da 850mila euro.
Francis Kaufmann è il suo nome anagrafico. Dopo il delitto venne rintracciato e arrestato sull’isola greca di Skiathos, prima di essere estradato in Italia e sottoposto a processo.
Il procuratore: «Identificato e arrestato in sei giorni»
Al termine dell’udienza il sostituto procuratore Antonio Verdi ha ringraziato la quarta sezione della Squadra mobile e lo Sco per il lavoro investigativo che ha permesso di individuare il responsabile.
«Siamo soddisfatti che il nostro lavoro abbia portato a questo risultato, ovviamente non perché un essere umano è stato condannato, che non fa mai piacere, ma perché abbiamo ripristinato l’ordine giuridico violato», ha dichiarato il magistrato.
Verdi ha ricordato che gli investigatori, coordinati dai pubblici ministeri, riuscirono a identificare e arrestare Kaufmann in appena sei giorni. Un risultato tutt’altro che scontato, ha sottolineato, ricordando anche il contributo di un ragazzo di 16 anni.
Fu proprio il minorenne, notando qualcosa di anomalo una sera di venerdì, a raggiungere l’abitazione di un amico per poter chiamare il 112. «È lui che ci ha messo sulla strada per poi identificare Ford», ha spiegato il magistrato, riconoscendo il senso civico del giovane.
La difesa valuta il ricorso: «Rimarranno diverse lacune»
La condanna all’ergastolo non chiude necessariamente la vicenda giudiziaria. La difesa attende infatti le motivazioni della sentenza, che dovranno essere depositate entro 90 giorni, prima di decidere se presentare impugnazione.
«Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza e, se ci dovessero essere i presupposti, valuteremo il ricorso in Corte d’Assise d’Appello», ha dichiarato l’avvocato Paolo Foti, difensore di Kaufmann.
Il legale ha ribadito le proprie perplessità sulla ricostruzione processuale: «Resto convinto che, a prescindere dalla sentenza di condanna, rimarranno diverse lacune. Molte cose di questo processo restano sconosciute a tutti, e probabilmente non le sapremo mai».
Per ora il verdetto della Corte d’Assise è l’ergastolo, con tre anni di isolamento diurno. Una decisione che segna un passaggio fondamentale nel processo per la morte di Anastasia e della piccola Andromeda, mentre si attendono le motivazioni che consentiranno alle parti di valutare le prossime mosse.

