Adriano CappellariAdriano Cappellari

Per mesi aveva raccontato di essere vittima di intimidazioni e minacce rivolte anche alla premier Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello

Clamorosa svolta nell’inchiesta che negli ultimi mesi aveva attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni. Adriano Cappellari, giovane collaboratore di alcune testate locali del Vicentino, è finito sotto indagine con accuse pesantissime dopo aver denunciato per mesi presunte intimidazioni culminate, lo scorso maggio, in un attentato incendiario davanti alla propria abitazione di Enego, in provincia di Vicenza.

La Procura della Repubblica di Vicenza ipotizza che quelle minacce e persino l’esplosione dell’ordigno fossero state organizzate dallo stesso Cappellari.

L’inchiesta ribalta la versione dei fatti

Nella mattinata di oggi i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bassano del Grappa hanno eseguito un decreto di perquisizione personale, domiciliare e informatica nei confronti del giovane cronista.

Le accuse formulate dalla Procura comprendono incendio, calunnia, simulazione di reato continuata, procurato allarme e truffa ai danni dello Stato.

Secondo gli investigatori, il ventenne avrebbe costruito nel tempo un falso scenario di intimidazioni, denunciando episodi che, in realtà, sarebbero stati pianificati personalmente.

Le lettere minatorie e l’ordigno davanti all’abitazione

L’episodio più grave risale al 30 maggio 2026, quando davanti alla casa di Cappellari esplose un ordigno artigianale composto, secondo gli investigatori, da bombolette di gas da campeggio, alcol, liquido infiammabile e materiale pirotecnico.

Nei mesi precedenti il giovane aveva denunciato il ritrovamento di numerose lettere anonime, scritte in stampatello con inchiostro rosso, contenenti minacce di morte rivolte a lui, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello, parroco simbolo della lotta alla criminalità a Caivano.

Quelle vicende avevano suscitato un’ondata di solidarietà da parte di istituzioni, politici e rappresentanti dell’Ordine dei Giornalisti.

Gli acquisti che hanno indirizzato le indagini

La svolta sarebbe arrivata grazie agli accertamenti tecnici svolti dai carabinieri.

Attraverso la collaborazione di una piattaforma di commercio elettronico, gli investigatori avrebbero ricostruito l’acquisto, effettuato pochi giorni prima dell’esplosione, delle stesse bombolette di gas e bottiglie di alcol, della medesima marca di quelle recuperate sul luogo dell’attentato.

Secondo la Procura, gli acquisti sarebbero stati eseguiti utilizzando una carta di credito e un’utenza telefonica riconducibili direttamente a Cappellari.

Un elemento investigativo considerato centrale nella ricostruzione dell’accusa.

Le immagini delle telecamere e le false accuse

Anche le immagini di videosorveglianza avrebbero contribuito a delineare il quadro investigativo.

Le telecamere avrebbero ripreso una persona con il volto coperto mentre depositava l’ordigno davanti all’abitazione. Secondo gli inquirenti, l’altezza del soggetto sarebbe compatibile con quella di Cappellari.

Inoltre, sempre secondo la Procura, il giovane sarebbe stato ripreso mentre rientrava a casa pochi minuti prima dell’esplosione e mentre filmava con il telefono cellulare le fasi successive all’incendio.

Nel corso delle indagini Cappellari avrebbe anche indicato alcuni residenti della zona come possibili responsabili dell’attentato, circostanza che ha portato all’apertura di ulteriori verifiche. Gli accertamenti, tuttavia, non avrebbero trovato alcun riscontro.

L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari e Adriano Cappellari resta, allo stato attuale, indagato: sarà il prosieguo dell’attività investigativa e l’eventuale processo a stabilire eventuali responsabilità penali.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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