Andrea SempioAndrea Sempio

Che cosa ha detto Andrea Sempio su Alberto Stasi

Il caso Garlasco torna al centro del dibattito mediatico con una dichiarazione destinata a far discutere.

Andrea Sempio, oggi indagato nell’ambito delle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, ha parlato apertamente del processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

Durante un’intervista che andrà in onda a “Dritto e Rovescio”, il programma condotto da Paolo Del Debbio su Retequattro, Sempio ha espresso una posizione netta.

“Per me è il carnefice”.

Una frase destinata a riaccendere il dibattito su uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi vent’anni.


Perché Andrea Sempio continua a ritenere Stasi colpevole

Nell’intervista Sempio ha spiegato il motivo della sua convinzione.

Secondo lui, per quanto ha potuto seguire nel tempo, non esistono elementi che smontino le sentenze che hanno condannato Alberto Stasi.

“Vedendo quello che io ho visto nella parte che ho potuto seguire non ho trovato nulla che smonti le vecchie condanne”, ha dichiarato.

Per questo motivo, ha aggiunto, non considera quella condanna ingiusta.

“Ad oggi quella condanna non la vedo come ingiusta, non vedo nulla che le vada a smontare”.

E poi la conclusione che pesa come un macigno.

“Quindi sì, per me è il carnefice”.


Il rapporto tra Andrea Sempio e Alberto Stasi

Un altro punto che Sempio ha voluto chiarire riguarda il rapporto con l’ex fidanzato di Chiara Poggi.

Secondo quanto raccontato, tra lui e Alberto Stasi non ci sarebbe mai stato alcun rapporto diretto.

“Non l’ho mai conosciuto, non l’ho mai frequentato. Non ci ho mai parlato, mai scambiato una parola”.

Un dettaglio che spesso viene dimenticato nel racconto pubblico della vicenda.


L’unico incontro tra Sempio e Stasi dopo il delitto

Sempio ha raccontato anche l’unica occasione in cui avrebbe visto Stasi dal vivo.

Sarebbe accaduto dopo l’omicidio, in un locale di Garlasco.

“Eravamo a cena con i miei amici e lui era seduto a un altro tavolo”.

Per evitare situazioni imbarazzanti, il gruppo avrebbe chiesto al proprietario del locale di cambiare posto.

“Abbiamo cercato di spostarci in modo che non ci incrociassimo”.

Da quel momento, ha spiegato, non ci sarebbe mai stato alcun contatto tra loro.


Il mistero dei diari trovati dagli investigatori

Durante l’intervista Sempio ha parlato anche di un altro elemento che negli anni ha attirato l’attenzione degli investigatori: i suoi diari personali.

Ha raccontato di avere sempre avuto l’abitudine di scrivere.

“Scrivevo molto fin da piccolo. Era un modo per mettere in ordine i pensieri e anche per sfogarmi”.

Col tempo quella abitudine si sarebbe trasformata in una vera e propria raccolta di diari quotidiani.

“Quando sono venuti da me hanno trovato tonnellate di carta”.

Un dettaglio che negli anni è stato spesso citato nelle ricostruzioni investigative.


Il caso del libro comprato a Vigevano

Tra gli elementi su cui negli anni gli inquirenti hanno chiesto chiarimenti c’è anche un libro acquistato a Vigevano il giorno del delitto.

Sempio ha spiegato di non ricordare il titolo del libro, ma ha anche criticato l’attenzione mediatica su particolari che considera marginali.

“A me sembra che ormai ci si stia attaccando a ogni virgola”.

Secondo lui alcune contraddizioni nelle ricostruzioni sarebbero semplicemente dettagli dimenticati nel tempo.

“Se io dico che ho fatto un giro della piazza oppure no, sono inezie”.


Il caso Garlasco torna sotto i riflettori

Le parole di Andrea Sempio arrivano in un momento in cui il caso dell’omicidio di Chiara Poggi è tornato al centro dell’attenzione pubblica.

L’assassinio della giovane, avvenuto nel 2007 a Garlasco, resta uno dei casi giudiziari più complessi e discussi della cronaca italiana.

Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di carcere.

Le nuove indagini e le dichiarazioni dei protagonisti continuano però ad alimentare interrogativi, polemiche e nuove interpretazioni.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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