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Morto Angelo Licheri, restò a testa in giù per 45′ minuti per salvare Alfredino Rampi: ‘Volontario puro’

Si fece calare a testa in giù la notte tra venerdì 12 e sabato 13 giugno 1981 per salvare il piccolo Alfredino Rampi. Si è spento lunedì 18 ottobre in una casa di riposo di Nettuno, vicino Roma, all’età di 77 anni Angelo Licheri. Si recò da volontario a Vermicino per aiutare i soccorritori a salvare il bambino che era scivolato nel pozzo artesiano la sera del 10 giugno a 36 metri di profondità.

Angelo Licheri è deceduto a 77 anni in una casa di riposo di Roma

Senza pensarci due volte entrò nella cavità e per 45 minuti fece di tutto nel tentativo di afferrare Alfredino con il quale riuscì anche a parlare. All’epoca aveva 36 anni e lavorava come autista in una tipografia di Roma. “Per me è impossibile dimenticare Alfredino. Penso a lui ad ogni istante” – raccontava spesso Angelo Licheri. Il volontario tentò di allacciargli l’imbracatura per tirarlo fuori, ma si aprì, tentò di prenderlo per le braccia, ma il bambino scivolò ancora più in profondità.

Riuscì quasi ad avvicinarsi ad Alfredino e a parlargli, Rita Di Iorio: ‘Un simbolo, ha sofferto molto’

Licheri, che involontariamente gli spezzò il polso sinistro, rimase a testa in giù 45 minuti, contro i 25 considerati la soglia massima di sicurezza in quella posizione, ma dovette arrendersi e tornare in superficie. “È stato un simbolo, un volontario puro. Ha sofferto molto, sapevamo che era malato da tempo. Ci dispiace, lo abbiamo sempre stimato per il suo coraggio.” – ha riferito Rita Di Iorio, presidente del Centro Rampi, nel ricordare il volontario scomparso.

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