Giuseppe Giola ed Elsa RubinoGiuseppe Giola ed Elsa Rubino

Cosa è successo a Crans-Montana nella notte di Capodanno

Doveva essere una notte di festa, si è trasformata in una tragedia che ha sconvolto decine di famiglie italiane. L’incendio scoppiato nel bar Le Constellation a Crans-Montana, località svizzera simbolo di sicurezza e turismo internazionale, ha causato vittime e feriti gravissimi, molti dei quali giovanissimi.

Tra loro Giuseppe, 16 anni, il primo ragazzo trasferito dalla Svizzera all’ospedale Niguarda di Milano, e Elsa, 15 anni, ricoverata in condizioni critiche al Kinderspital di Zurigo.


“Pensavamo fosse il posto più sicuro”: il dolore dei genitori

In Svizzera ci sentivamo al sicuro”. È una frase che ritorna nelle parole dei genitori, oggi travolti da rabbia e incredulità. A parlare è Valentino Giola, avvocato milanese e padre di Giuseppe, che a Crans-Montana ha una casa da anni.

“Non immaginavamo una carenza così grave di sicurezza – spiega – soprattutto in una località di fama internazionale. I nostri figli uscivano tranquilli, come avevamo sempre fatto anche noi”.

Ora, però, la richiesta è una sola: una punizione esemplare per chi ha sbagliato. “Altrimenti questa località perderà anche quel poco di credibilità che le resta”, aggiunge.


Giuseppe e gli amici: una comunità spezzata

Giuseppe conosceva tutte le sei vittime italiane coinvolte nell’incendio. Tra loro Achille Barosi, i cui funerali si sono svolti nei giorni scorsi, e Francesca Nota, anche lei ricoverata al Niguarda insieme ad altri studenti del liceo Virgilio.

“Ha saputo solo ieri della scomparsa dei suoi amici – racconta il padre –. È una notizia devastante, ma è un ragazzo forte e siamo convinti che ce la farà”.


La visita della premier Meloni al Niguarda

Nei giorni scorsi, all’ospedale Niguarda di Milano, è arrivata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha incontrato alcuni dei ragazzi coscienti e i loro familiari.

Secondo il racconto di Valentino Giola, la premier ha assicurato che il governo farà tutto il possibile per far emergere ogni responsabilità. Un momento umano anche per Giuseppe, che le ha confidato il sogno di diventare avvocato: “Gli ha detto che dovrà studiare molto”, racconta il padre.


Elsa, 15 anni, tra la vita e la morte: “Settimane decisive”

Drammatica la situazione di Elsa Rubino, studentessa biellese di 15 anni, rimasta gravemente ustionata. È ricoverata in rianimazione a Zurigo, con ustioni di secondo e terzo grado su oltre il 60% del corpo.

“È una fase di totale incertezza – spiega il padre Lorenzo –. Ha subito un primo intervento chirurgico durato 12 ore, necessario per una complicazione batterica all’intestino. Tecnicamente è andato bene, ma sono già previsti altri interventi”.

La prognosi resta riservata: “Potrebbero volerci settimane o mesi prima di capire come evolverà la situazione”.


La macchina dei soccorsi e la solidarietà internazionale

Accanto alla famiglia di Elsa Rubino si è attivata una rete di supporto straordinaria: medici, protezione civile, psicologi del Niguarda, autorità consolari italiane e personale sanitario svizzero.

“La vicinanza è enorme – sottolinea il padre –. Dagli italiani agli svizzeri, dal primario alle infermiere: tutti stanno facendo l’impossibile e continueranno a farlo finché nostra figlia ne avrà bisogno”.


Sicurezza sotto accusa in una località simbolo

Mentre i ragazzi lottano per la vita, cresce il dibattito sulla sicurezza nei locali notturni di Crans-Montana. Una località che per anni è stata sinonimo di tranquillità, oggi sotto i riflettori per una tragedia che lascia domande pesanti e pretende risposte chiare.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *