Chi è Riccardo Salvagno e cosa sappiamo sull’omicidio
Si chiama Riccardo Salvagno, ha 40 anni ed è un agente di polizia locale. È lui l’uomo arrestato per l’omicidio di Sergiu Tarna, 25 anni, trovato morto il 31 dicembre in un terreno agricolo a Malcontenta di Mira, nel Veneziano.
Il giovane, di origini moldave, sarebbe stato ucciso con un colpo di pistola alla tempia, sparato da distanza ravvicinata.
La pista dell’arma d’ordinanza e il mondo dello spaccio
Secondo gli inquirenti, il colpo mortale potrebbe essere stato esploso con la pistola d’ordinanza di Salvagno. Le indagini non escludono un movente legato agli ambienti dello spaccio di droga di Mestre, contesto che Tarna frequentava.
L’omicidio appare come una vera e propria esecuzione, un dettaglio che ha subito indirizzato le indagini verso un delitto pianificato.
Le immagini delle telecamere e le 200 ore di analisi
Determinante è stato il lavoro dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Venezia: oltre 200 ore di filmati provenienti da sistemi di videosorveglianza pubblici e privati sono state analizzate.
Le immagini mostrerebbero Salvagno in compagnia della vittima la notte dell’omicidio, elemento chiave che ha portato all’arresto.
Fragilità psichiche e tendenze autolesive
Durante l’interrogatorio di garanzia, Salvagno ha risposto a tutte le domande del gip Claudia Ardita, fornendo una versione dei fatti ora al vaglio degli investigatori.
Il suo avvocato, Guido Galletti, ha parlato di un uomo “molto scosso” e non ha escluso fragilità psicologiche, riferendo anche di presunti episodi autolesivi nei giorni precedenti al delitto.
La reazione della comunità e le indagini sul complice
Il sindaco di Mira, Marco Dori, ha espresso soddisfazione per la rapidità delle indagini, sottolineando la collaborazione tra le forze dell’ordine. Resta però aperto un punto cruciale: la possibile presenza di un complice, che gli investigatori stanno cercando confrontando ulteriori immagini.
Salvagno è ora detenuto nel carcere di Santa Maria Maggiore, mentre la città resta scossa da un omicidio che coinvolge chi, per ruolo, era chiamato a garantire sicurezza.

