Il messaggio choc sui social: “Se crepo, sappiamo tutti di chi è la colpa”
Un nuovo dettaglio inquietante emerge sulla morte di Annabella Martinelli, la studentessa universitaria di 22 anni trovata impiccata giovedì 15 gennaio in un boschetto del Monte Oliveto, sui Colli Euganei, nel Padovano. Sul profilo Threads della giovane gli investigatori hanno individuato un messaggio allarmante che ora è finito al centro degli accertamenti.
«Se crepo e mi succede qualcosa, sappiamo tutti che è colpa di un uomo che non ha saputo accettare un rifiuto». Una frase scritta dalla ragazza al termine di uno scambio di messaggi con un uomo, avvenuto in un periodo particolarmente delicato della sua vita, subito dopo la fine di una relazione sentimentale.
Gli inquirenti hanno chiesto ufficialmente al social network i dati dell’account con cui Annabella dialogava, per verificare identità, contatti e frequenza degli scambi.
La pista principale resta il suicidio, ma alcuni elementi non convincono
Al momento, per la Procura di Padova, l’ipotesi più accreditata resta quella del suicidio, come confermato anche dal procuratore capo Angelantonio Racanelli. Una convinzione rafforzata dal ritrovamento, nello zaino della ragazza, di bigliettini nei quali Annabella avrebbe preannunciato il gesto estremo, oltre a una lunga lettera d’addio, composta da più pagine, lasciata nella sua stanza.
Un elemento importante è emerso successivamente: i genitori non avrebbero trovato subito la lettera, ma qualche giorno dopo la scomparsa, dettaglio che spiegherebbe il loro comportamento estremamente riservato durante le ricerche.
Tuttavia, alcuni particolari continuano a sollevare interrogativi.
L’ultimo incontro e la sensazione che dovesse vedere qualcuno
Giulia, la ragazza che avrebbe incontrato Annabella Martinelli per ultima, ha riferito agli investigatori una sensazione che ora pesa nell’indagine: la 22enne le sarebbe sembrata in attesa di qualcuno, come se avesse un appuntamento. Non una certezza, ma una percezione che ha spinto gli inquirenti a mantenere aperti alcuni approfondimenti.
Annabella era uscita di casa la sera dell’Epifania. La sua bicicletta viola è stata ritrovata chiusa con il lucchetto a circa due chilometri dal luogo del ritrovamento del corpo, dopo che la giovane aveva percorso oltre venti chilometri, con temperature sotto lo zero, da Padova fino all’area collinare.
Il dettaglio più inquietante: il cerotto sulle labbra
Tra gli elementi che più hanno colpito l’opinione pubblica c’è il cerotto trovato sulla bocca della studentessa. Le labbra di Annabella erano sigillate con un grosso cerotto fissato da una garza. Secondo gli investigatori, non si può escludere che sia stata lei stessa ad applicarlo, ma su questo aspetto sono in corso ulteriori verifiche.
Il particolare, insieme al luogo isolato e alla modalità del ritrovamento, ha alimentato dubbi e discussioni, anche in relazione alle ricerche iniziali, giudicate da più parti «approssimative».
L’autopsia attesa per chiarire le cause della morte
Martedì è in programma l’autopsia, che dovrà chiarire definitivamente le cause della morte, l’eventuale presenza di segni incompatibili con il suicidio e fornire risposte sul cerotto e sulle modalità dell’impiccagione.
Intanto, sul caso di Annabella Martinelli resta un’ombra pesante: quella di un possibile uomo incapace di accettare un rifiuto, evocato dalla stessa giovane mesi prima della sua morte. Un’ombra che, pur senza ribaltare al momento l’ipotesi principale, rende l’indagine tutt’altro che chiusa.

