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Arrestati ultras Juve: 12 in manette, coinvolti i capi ultras di Drughi, Quelli di via Filadelfia, Nucleo e Viking

Una capillare strategia criminale per ricattare la Juventus dopo che il club aveva deciso di annullare una serie di benefici. Dodici misure cautelari sono state emesse questa mattina, 16 settembre, nei confronti dei capi ultrà bianconeri. Le accuse nei confronti degli ultras sono, a vario titolo, associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata. In corso anche decine di perquisizioni in diverse città italiane. Nella maxi inchiesta sono coinvolte le principali sigle del mondo ultras juventino. Dai ‘Drughi’ a Tradizione-Antichi valori‘ passando per ‘Viking‘, ‘Nucleo 1985‘ e ‘Quelli… di via Filadelfia’. Nel registro degli indagati figurano un’altra quarantina di persone. Si tratta dei referenti del mondo ultras della Juventus in varie città italiane oltre che degli esponenti del Nab (Nucleo Armato Bianconero).

Capi ultras arrestati, perquisizioni in diverse città italiane

Contestualmente sono scattate capillari perquisizioni sia in diverse città del Piemonte (Alessandria, Asti, Biella) che in altri importanti centri (Como, Savona, Milano, Genova, Pescara, La Spezia, L’Aquila, Firenze, Mantova, Monza e Bergamo). Dall’inchiesta condotta dalla Procura di Torino, diretta dal procuratore aggiunto Patrizia Caputo e coordinata dal pm Chiara Maina, è emerso che i capi di questi gruppi avevano costituito un’associazione a delinquere che ricattava esponenti della società per continuare ad avere biglietti agevolati per gli incontri all’Allianz Stadium. Come riporta il Fatto Quotidiano tra gli arrestati ci sono lo storico capo dei Drughi, Dino Mocciola e il braccio destro Salvatore Cava, il presidente dell’Associazione ‘Quelli di via Filadelfia’, Beppe Franzo, e Umberto Toia del Gruppo Tradizionale. Inoltre è stato rilevato che uno dei gruppi più importanti – i Drughi – riusciva a recuperare centinaia di biglietti per le partite allo Stadium con una “capillare attività” in tutta Italia, grazie alla compiacenza di alcuni titolari di agenzie e negozi abilitati alla vendita dei tagliandi delle partite della Juve.
 

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