Un infermiere timbrava all'Asl ma andava a lavorare a un supermercato, condannatoUn infermiere timbrava all'Asl ma andava a lavorare a un supermercato, condannato

Infermiere dell’Asl lavorava al supermercato: la vicenda

Un infermiere assunto a tempo indeterminato dall’Asl Toscana Nord Ovest avrebbe dovuto assistere a domicilio i pazienti di una struttura sanitaria di Massa. Ma spesso, invece di recarsi nelle case dei malati, si occupava della gestione di merci e contabilità in un supermercato di cui era socio.

La vicenda, emersa nel 2015, ha portato a un processo penale concluso con una condanna definitiva. Oggi l’uomo, 68 anni, dovrà anche risarcire circa 70mila euro all’azienda sanitaria per danni patrimoniali e danni all’immagine.

Il caso rappresenta uno degli episodi più eclatanti di assenteismo nella sanità pubblica degli ultimi anni nella zona della provincia di Massa-Carrara.


Come è stato scoperto il doppio lavoro dell’infermiere

Secondo quanto ricostruito nelle indagini, l’infermiere risultava regolarmente in servizio dopo aver firmato la presenza in clinica, ma in realtà si recava spesso nel supermercato della provincia dove svolgeva attività amministrative.

Il doppio lavoro è emerso in una città troppo piccola per restare nascosto a lungo.

Diversi familiari dei pazienti assistiti avevano iniziato a segnalare ritardi o mancate visite domiciliari, facendo scattare i primi controlli da parte dell’azienda sanitaria.

A confermare i sospetti sono state anche le testimonianze di altri infermieri e colleghi che in diverse occasioni erano stati costretti a sostituirlo o coprire i suoi turni.


L’arresto e il processo penale

Le indagini hanno portato all’arresto dell’uomo nel 2015 con le accuse di truffa e peculato.

Il momento decisivo è arrivato quando i carabinieri lo hanno sorpreso in flagranza all’interno del supermercato mentre stava sistemando merce e svolgendo attività di gestione.

Tutto questo mentre, negli stessi orari, risultava ufficialmente in servizio come infermiere domiciliare.

Il processo penale si è concluso nel 2022 al Tribunale di Massa con una condanna che è diventata definitiva il 29 maggio 2024, quando la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza.

L’infermiere è stato condannato a 18 mesi di reclusione, oltre al risarcimento dei danni all’Asl che si era costituita parte civile.


Il risarcimento deciso dalla Corte dei Conti

Parallelamente al procedimento penale, la vicenda è arrivata anche davanti alla Corte dei Conti, che ha quantificato il danno economico subito dall’azienda sanitaria.

Secondo i giudici contabili, l’uomo avrebbe arrecato un danno patrimoniale e d’immagine all’Asl Toscana Nord Ovest.

Per questo è stato condannato a risarcire circa 70mila euro, oltre agli interessi e alle spese legali.

Tra gli elementi aggravanti emersi durante il processo c’è anche l’uso dell’auto aziendale, che l’infermiere avrebbe utilizzato per recarsi al supermercato mentre risultava formalmente in servizio per l’assistenza domiciliare.


Le testimonianze dei pazienti

Decisive nel processo sono state le testimonianze di pazienti e familiari, che avevano segnalato l’assenza dell’infermiere durante le visite domiciliari.

In una delle testimonianze citate nella sentenza si legge:

«Mia madre aveva bisogno di assistenza a casa. L’Asl doveva mandare qualcuno ma l’infermiere non veniva sempre».

Queste segnalazioni hanno contribuito a far emergere una situazione che, secondo gli inquirenti, si sarebbe ripetuta in diverse occasioni nel corso degli anni.


Un caso che riaccende il tema dell’assenteismo

La vicenda ha riaperto il dibattito sul problema dell’assenteismo nella pubblica amministrazione, in particolare nel settore sanitario.

In questo caso il comportamento dell’infermiere non ha provocato soltanto un danno economico all’azienda sanitaria, ma anche un disservizio per i pazienti più fragili, che dipendevano dall’assistenza domiciliare.

Una storia che dimostra come, anche dopo anni, la giustizia continui a presentare il conto.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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