Il 23enne Bradley Thomas ha sostenuto che il piccolo fosse caduto dalle sue ginocchia
Un neonato di appena tre mesi ha perso la vita dopo essere stato violentemente scosso dal padre durante la notte. A distanza di mesi dai fatti è arrivata la sentenza della Teesside Crown Court, che ha condannato Bradley Thomas, 23 anni, all’ergastolo con un periodo minimo di 14 anni di carcere prima di poter chiedere la libertà condizionale.
Per la Corte, il giovane padre provocò al piccolo Emmerson-Oak Thomas lesioni cerebrali irreversibili e cercò poi di nascondere quanto accaduto raccontando una versione ritenuta falsa dagli investigatori e smentita dalle consulenze medico-legali.
La ricostruzione della notte della tragedia
Secondo quanto emerso durante il processo, nelle prime ore del 5 ottobre 2025 Bradley Thomas si stava occupando del figlio, come previsto dagli accordi familiari: era lui a gestire le poppate notturne, mentre la compagna si occupava del bambino durante il giorno.
Verso le 2 del mattino il padre aveva portato il piccolo in soggiorno. Intorno alle 5, invece di chiamare subito i soccorsi, aveva filmato il bambino mentre respirava con difficoltà e mostrava movimenti anomali, compatibili con una grave crisi neurologica.
Solo circa trenta minuti dopo aveva svegliato la compagna e chiamato il numero di emergenza.
La versione del padre smentita dagli esperti
Bradley Thomas ha sempre sostenuto che il figlio fosse caduto accidentalmente dalle sue ginocchia mentre lui si era addormentato sul divano.
Una ricostruzione completamente esclusa dagli specialisti ascoltati durante il processo.
Secondo gli esperti, le lesioni riportate dal piccolo erano compatibili esclusivamente con un violento scuotimento, paragonabile, per intensità, alle conseguenze di un grave incidente stradale o della caduta da un edificio di tre piani su una superficie di cemento.
Per i pubblici ministeri il bambino era stato scosso con estrema forza e il ritardo nella richiesta di aiuto aveva ulteriormente compromesso qualsiasi possibilità di intervento.
Il piccolo è morto tre giorni dopo
Dopo il primo ricovero al James Cook University Hospital, Emmerson-Oak era stato trasferito al Royal Victoria Infirmary di Newcastle, dove è deceduto l’8 ottobre, tre giorni dopo il ricovero.
Il giudice Sheldon KC ha ricordato che il bambino era perfettamente sano e stava crescendo regolarmente, definendolo un piccolo dal “bellissimo sorriso” che aveva già portato felicità alla sua famiglia.
La sentenza: «Hai perso il controllo»
Nel pronunciare la sentenza, il giudice ha ricostruito quello che ritiene sia accaduto quella notte.
Secondo la Corte, Thomas era esausto e frustrato perché il figlio non riusciva a calmarsi né ad alimentarsi. In quel momento avrebbe perso il controllo, scuotendo il bambino con una violenza tale da provocargli ferite incompatibili con la vita.
Il magistrato ha inoltre sottolineato come l’imputato abbia continuato a mentire agli investigatori e ai medici anche quando il figlio era ormai gravissimo, ostacolando così la ricostruzione immediata dei fatti.
Per questo Bradley Thomas è stato riconosciuto colpevole di omicidio e condannato all’ergastolo, con un minimo di 14 anni di detenzione, dai quali saranno sottratti i 279 giorni già trascorsi in custodia cautelare.
Le parole degli investigatori
Al termine del processo, la responsabile delle indagini, la detective Deb Fenny, ha definito il caso «una delle indagini più dolorose» affrontate dalla squadra investigativa.
«Nulla potrà restituire Emmerson-Oak alla sua famiglia», ha dichiarato, sottolineando come la condanna rappresenti almeno un riconoscimento delle responsabilità del padre. Gli investigatori hanno inoltre evidenziato che il bambino «meritava che la sua storia fosse raccontata» e che tutte le prove raccolte hanno permesso di smontare definitivamente la versione fornita dall’imputato.

