Il verdetto, cinque anni di reclusione per la 39enne
Una cena insieme, una serata apparentemente tranquilla e poi una vendetta che, secondo l’accusa, sarebbe stata preparata con largo anticipo. È la vicenda che arriva dalla Russia, dove una donna di 39 anni è stata condannata a cinque anni di reclusione in una colonia penale femminile dopo aver aggredito il marito al culmine di una violenta crisi di gelosia.
Secondo quanto ricostruito nel processo, tutto sarebbe iniziato quando la donna avrebbe trovato sul cellulare del marito, 41 anni, un messaggio inviato da un’altra donna. Nel testo veniva descritto un sogno a sfondo erotico e la moglie lo avrebbe interpretato come la prova di una relazione extraconiugale.
La vendetta dopo la scoperta del messaggio
Gli investigatori ritengono che, dopo quella scoperta, la donna abbia iniziato a pianificare la sua vendetta.
Secondo quanto riferito dall’agenzia russa Baza, durante il dibattimento è emerso un particolare che gli inquirenti considerano indicativo della premeditazione: la donna avrebbe perfino limato i denti nei giorni precedenti all’aggressione.
La sera dei fatti avrebbe preparato la cena, trascorso del tempo con il marito e, successivamente, lo avrebbe aggredito ai genitali durante un momento di intimità.
Il racconto del medico e il disperato tentativo di salvarlo
A ricostruire quanto accaduto è stato anche il medico Artur Valvachev, che ha spiegato come l’uomo, dopo aver perso conoscenza per lo shock, sia riuscito a chiamare i soccorsi.
I sanitari hanno tentato un intervento chirurgico per ricostruire le gravissime lesioni riportate, ma il risultato non è stato quello sperato.
Secondo il medico, oggi l’uomo continua a convivere con pesanti conseguenze fisiche e, per recuperare almeno in parte la funzionalità compromessa, potrebbe rendersi necessario un impianto protesico.
Il marito ha sempre negato il tradimento
Nel corso del procedimento il quarantunenne ha ribadito di non aver mai tradito la moglie, sostenendo che quel messaggio non dimostrasse alcuna relazione.
La donna, invece, ha ammesso le proprie responsabilità e il tribunale l’ha condannata a cinque anni di detenzione.
La coppia ha un figlio di sette anni che, secondo quanto riportano i media locali, oggi vive con il padre.
Le indagini e la sentenza
Gli inquirenti hanno sostenuto che l’aggressione fosse stata accuratamente pianificata e che non si sia trattato di un gesto d’impulso.
Dopo il processo è arrivata la condanna definitiva a cinque anni di carcere in una colonia penale femminile russa.
Secondo alcune fonti locali, la donna avrebbe sviluppato problemi dentali durante la detenzione, particolare sul quale l’ex marito, dal quale oggi è separata, avrebbe commentato parlando di una sorta di “karma”.

