Nuovi elementi nell’inchiesta sul caso di Domenico Caliendo, lo sfogo della madre di Domenico Caliendo
La vicenda giudiziaria legata alla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto a 2 anni il 21 febbraio scorso dopo il fallimento di un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli, si arricchisce di nuovi elementi e riaccende il dolore della famiglia.
A suscitare la reazione della madre, Patrizia Mercolino, è stata la lettura delle trascrizioni dell’interrogatorio preventivo dello scorso 21 maggio del cardiochirurgo Guido Oppido, tra gli indagati nell’inchiesta.
“Trovo insopportabile e irriguardoso che davanti a una tragedia come quella di mio figlio si sia messo addirittura a ridere”, ha dichiarato la donna dopo avere letto i verbali.
Il passaggio dell’interrogatorio che ha colpito la famiglia
Secondo quanto emerge dalle trascrizioni, durante l’interrogatorio il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante avrebbe richiamato il medico mentre rispondeva ad alcune domande.
Nel verbale compare questo scambio:
“È un processo su un bambino di due anni che è morto, se evitiamo di ridere”.
Alla frase del magistrato sarebbe seguita la replica del medico:
“Non sto ridendo. Guardi, io tutto faccio tranne che ridere”.
Parole che hanno provocato amarezza nella famiglia del piccolo.
Per la madre del bambino, anche un atteggiamento percepito come non adeguato risulta difficile da accettare davanti a una vicenda di questo tipo.
Il punto centrale dell’inchiesta: quando sono iniziate le operazioni
Nel corso degli interrogatori è tornato al centro anche uno degli aspetti tecnici che gli investigatori stanno approfondendo.
Secondo quanto riferito dalla cardiochirurga Emma Bergonzoni, che partecipò all’intervento insieme al collega Oppido, le operazioni di prelievo del cuore malato del bambino sarebbero iniziate quando il contenitore con l’organo destinato al trapianto, arrivato da Bolzano, risultava ancora chiuso.
Alla domanda del pubblico ministero se il contenitore fosse ancora chiuso al momento dell’inizio della procedura, la risposta riportata nei verbali è stata affermativa.
Un elemento che viene considerato rilevante nella ricostruzione cronologica degli eventi.
Il nodo delle pulsazioni e il confronto tra consulenze
Tra i temi affrontati durante l’interrogatorio preventivo c’è anche quello relativo alle condizioni del cuore del piccolo dopo la cardiectomia.
Secondo quanto riferito dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino, i consulenti della difesa avrebbero sostenuto che il cuore avesse registrato circa 40 pulsazioni al minuto.
Secondo gli approfondimenti tecnici eseguiti dai consulenti della famiglia, invece, le contrazioni sarebbero state circa 22 al minuto.
Una differenza che, secondo la parte civile, potrebbe incidere anche sulla ricostruzione dell’orario di avvio delle operazioni.

