Samiha e Shally RahmanSamiha e Shally Rahman

Le vittime avevano 41 e 15 anni, il piccolo è ricoverato in condizioni critiche

Quella che doveva essere una tranquilla giornata al mare si è trasformata in una tragedia che ha sconvolto il Regno Unito. Shally Rahman, 41 anni, e la figlia Samiha Rahman, 15 anni, hanno perso la vita nelle acque di West Mersea, sulla costa dell’Essex, dopo essersi gettate in mare per cercare di salvare un bambino di sette anni finito in difficoltà.

Il piccolo è stato recuperato dai soccorritori e si trova ricoverato in ospedale in condizioni critiche. Altre quattro persone sono state soccorse e trasportate in ospedale.

La tragedia durante una gita al mare

L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì nei pressi di Seaview Avenue, a West Mersea, vicino a Colchester.

Secondo la polizia dell’Essex, tutte le persone coinvolte appartenevano allo stesso gruppo familiare o di conoscenti e stavano trascorrendo una giornata di vacanza sulla spiaggia.

Le prime ricostruzioni indicano che il bambino di sette anni si sarebbe trovato improvvisamente in difficoltà tra le onde. A quel punto la madre e la figlia si sarebbero tuffate nel tentativo di raggiungerlo.

“Un’onda enorme li ha travolti”

A raccontare quei drammatici momenti è stato Matiur Rahman, cognato della donna.

Alla BBC ha spiegato che una decina di familiari si trovava vicino alla riva quando la situazione è precipitata.

“All’improvviso è arrivata un’onda enorme che li ha travolti.”

L’uomo ha raccontato che tutta la famiglia è sotto shock.

“Non riusciamo ancora a credere a quello che è successo. Siamo senza parole.”

Ha ricordato Shally come una donna sempre pronta ad aiutare gli altri e Samiha come una ragazza “davvero speciale”.

La conferma della polizia

La polizia dell’Essex ha confermato che, allo stato attuale delle indagini, madre e figlia stavano cercando di salvare il bambino.

“Riteniamo che fossero entrate in acqua per prestare aiuto al piccolo di sette anni che si trovava in difficoltà”, ha dichiarato il sovrintendente capo Al Pitcher.

Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze di decine di persone presenti sulla spiaggia per ricostruire con precisione quanto accaduto.

La corsa dei soccorritori

L’allarme è scattato alle 17.35, quando è stato segnalato che diverse persone erano in difficoltà in acqua.

Sul posto sono arrivati in pochi minuti gli equipaggi del servizio di emergenza sanitaria, la Guardia Costiera, la polizia e un elicottero di soccorso. Prima ancora dell’arrivo dei mezzi di emergenza, però, numerosi presenti si erano già tuffati nel tentativo di salvare chi stava lottando contro la corrente.

Tra loro anche alcuni giovani dipendenti del vicino chiosco sulla spiaggia e un paramedico libero dal servizio che si trovava in zona.

Nonostante i lunghi tentativi di rianimazione messi in atto dai sanitari, per Shally Rahman e la figlia Samiha non è stato possibile fare nulla. Il bambino di sette anni e altre persone coinvolte sono invece stati trasportati in ospedale.

“Erano una famiglia semplice”

Un amico della famiglia, Mishba Uddin, ha spiegato che i Rahman erano arrivati dall’area est di Londra soltanto per trascorrere una giornata al mare.

“Erano una normale famiglia di lavoratori che voleva concedersi una gita estiva”, ha raccontato.

Anche il padre della ragazza, medico di origini bengalesi, è stato travolto dal dolore insieme a tutti i parenti.

Il pericolo delle maree

Chi conosce bene quella spiaggia ha spiegato che il banco di sabbia può diventare estremamente pericoloso quando la marea cambia rapidamente.

Una residente ha raccontato che l’acqua può salire in pochissimo tempo, sorprendendo chi si trova lontano dalla riva.

Un’altra testimone ha riferito che la corrente, unita all’acqua particolarmente fredda, ha reso ancora più difficili le operazioni di salvataggio.

Le indagini

La polizia dell’Essex continua a raccogliere immagini, video e testimonianze per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto.

Gli investigatori hanno invitato chiunque fosse presente sulla spiaggia al momento della tragedia a mettersi in contatto con le forze dell’ordine.

Nel frattempo l’intera comunità resta sconvolta da una vicenda che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe visto una madre e una figlia perdere la vita nel disperato tentativo di salvare quella di un bambino.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *