Federica Torzullo e il maritoFederica Torzullo e il marito

Il decreto di fermo: tentativi di fuoco e depezzamento per ostacolare il riconoscimento

Secondo quanto emerge dal decreto di fermo dei pm di Civitavecchia, Claudio Carlomagno, marito della vittima, avrebbe tentato di dare fuoco e fare a pezzi il corpo di Federica Torzullo con l’obiettivo di “ostacolarne il riconoscimento”. L’uomo è stato arrestato ed è in carcere da ieri sera, dopo il ritrovamento del cadavere.

Nel provvedimento si parla chiaramente di azione di fiamma e tentativo di depezzamento, risultanti dal primo accertamento esterno, inseriti in un più ampio contesto di comportamenti finalizzati a celare l’azione criminosa. Un passaggio centrale per comprendere la gravità delle accuse, pur alla luce di una precisazione fondamentale arrivata successivamente dalla Procura.

Il dettaglio emerge dal decreto di fermo emesso ieri dai pm di Civitavecchia nei confronti dell’uomo. “Tanto l’ispezione dell’abitazione coniugale, della sua autovettura, del deposito della Carlomagno srl e dei mezzi aziendali, hanno evidenziato la presenza di tracce ematiche latenti”, si legge nel decreto


Il procuratore: “Il corpo era integro, ma il delitto è stato di particolare ferocia”

Il procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori ha chiarito che il corpo di Federica Torzullo è stato ritrovato integro e non fatto a pezzi. Questo non esclude, però, il tentativo di alterarne lo stato. “Si è trattato di un delitto messo in atto con molta cattiveria e dolo d’impeto”, ha spiegato, aggiungendo che la donna è stata colpita al volto e in altre parti del corpo.

Per gli inquirenti siamo di fronte a un femminicidio di particolare ferocia. Restano da chiarire l’arma del delitto, che non è stata ancora trovata, il movente e l’esatta dinamica dell’omicidio. L’autopsia, prevista nelle prossime ore, sarà decisiva.


Tracce di sangue, abiti lavati e il cellulare usato dopo la morte

Il decreto di fermo elenca una serie di elementi ritenuti gravi e concordanti. Tracce ematiche latenti sono state rinvenute nell’abitazione coniugale, sull’auto dell’indagato, nei locali della Carlomagno Srl e sui mezzi aziendali. Sangue sarebbe stato trovato anche su abiti da lavoro dell’uomo, recuperati all’interno di un’asciugatrice, segno di un possibile tentativo di cancellare le prove.

Secondo i pm, inoltre, sarebbe stato proprio Carlomagno a utilizzare il cellulare di Federica dopo averla uccisa, al fine di dissimulare quanto accaduto e depistare le indagini.


Silenzio davanti ai magistrati e timore di inquinamento probatorio

Durante l’interrogatorio davanti al pm e al procuratore Liguori, Claudio Carlomagno si è avvalso della facoltà di non rispondere. Alla base del fermo c’è anche il pericolo di inquinamento probatorio: secondo la Procura, l’uomo sarebbe in grado di influenzare testimoni e ostacolare la ricerca dell’arma del delitto.

Intanto Anguillara resta sconvolta. Davanti alla ditta del marito, ora sotto sequestro, qualcuno ha lasciato fiori e un lume votivo. Un gesto silenzioso per ricordare Federica Torzullo, mentre la giustizia prova a fare piena luce sull’orrore.

Era un vulcano”: il ritratto di Federica Torzullo nelle parole della madre

“Era un vulcano”. È il ricordo spezzato della madre di Federica Torzullo, la 41enne trovata morta ieri ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. Una morte definita dagli inquirenti prematura ed efferata, al termine di giorni di angoscia seguiti alla scomparsa denunciata l’8 gennaio. La speranza di ritrovarla viva si è infranta quando il quadro indiziario, spiegano gli investigatori, si è trasformato in un impianto probatorio solido.

Federica era una madre, una professionista laureata in ingegneria gestionale, da poco destinataria di un’importante promozione. Stava affrontando una fase delicata della sua vita privata e avrebbe dovuto incontrare un legale per avviare la separazione dal marito.

La crisi familiare e il silenzio dell’indagato

Secondo il legale della sorella della vittima, la famiglia era consapevole di una crisi matrimoniale profonda. Federica Tozullo aveva intrapreso una nuova relazione.

Intanto Anguillara resta sotto shock. Vicini e conoscenti parlano di una coppia senza segnali evidenti di violenza. Davanti alla ditta del marito, ora sotto sequestro, sono comparsi fiori e lumini, simbolo di un dolore collettivo che si aggiunge all’ennesima tragedia di femminicidio.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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