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Valerio del Grosso e Paolo Pirino

La vita di Luca Sacchi si è fermata tra via Mommsen e via Bartoloni davanti al pub John Cabot in una Roma solo apparentemente tranquilla. Nella notte la svolta con le forze delle ordine che hanno fermato ed interrogato due giovani (uno con precedenti per droga, l’altro per reati minori). In manette sono finiti Valerio del Grosso e Paolo Pirino, 20 e 21 anni, entrambi del quartiere romano di San Basilio. Al vaglio degli inquirenti anche la pista legata al mondo dello spaccio di sostanze stupefacenti. Inoltre sembra che le immagini acquisite dalle telecamere di video sorveglianza siano state determinati per individuare le due persone sospettate dell’omicidio del personal trainer. Sotto questo profilo da registrare le parole del papà di Luca che ha riferito che il figlio non frequentava nessun giro strano. “E’ una persona perbene”. Sulla falsa riga la fidanzata: “Ma quale droga” – ha riferito al TG1.

L’aggressione e il tentato scippo davanti al pub

Un ragazzo di 24 anni pieno di vita e che non ha esitato un secondo per difendere la fidanzata frastornata da un colpo alla testa. Del resto Luca era uno sportivo a tutto tondo, un personal trainer che aveva studiato autodifesa ed arti marziali. In pochi istanti il tentato scippo di una borsetta si è trasformato in un omicidio volontario che desta non poche perplessità tra gli inquirenti. Un colpo alla nuca ha ucciso Luca, quasi la mano fosse quella di un killer esperto e non di una coppia di borseggiatori. Una prima ricostruzione che le forze dell’ordine attraverso i pochi e confusi ricordi di Anastasiya Kylemnyk, la fidanzata di Luca.

Anastasiya Kylemnyk: ‘Colpita con il manganello, poi Luca ha reagito’

La ragazza ucraina è in Italia dal 2003, lavora come baby sitter e da tre anni era legata sentimentalmente al giovane ucciso mercoledì sera. “Ci siamo ritrovati al bar dove ci ritroviamo al bar con gli amici dopo che avevo finito l’orario di lavoro. Era una serata tranquilla e non era accaduto nulla di particolare” – riferisce il Corriere.it. Una volta in strada Anastasiya è stata raggiunta da un ragazzo che l’ha strattonata e tirato la borsa. “Mi ha detto ‘dacce la borsa‘, aveva l’accento romano ed i capelli corti. Non ho fatto in tempo a capire quello che stava accadendo che mi ha colpito con un manganello”. A questo punto è intervenuto Luca Sacchi che ha colpito con un pugno l’aggressore mentre, secondo quanto riferito dall’ucraina, il complice sarebbe uscito da una Smart parcheggiata in doppia fila. Un colpo alla nuca per freddare e uccidere il personal trainer. “Ho visto Luca a terra mentre loro sono fuggiti con la Smart e poi non ricordo più nulla” – ha aggiunto Anastasiya Kylemnyk ancora in stato di comprensibile choc.

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