L’esposto e le accuse sulla gestione mediatica
Un nuovo fronte si apre nel caso Garlasco, uno dei più discussi della cronaca giudiziaria italiana. Alla Procura generale è stato depositato un esposto articolato, composto da oltre venti pagine, corredato da documenti, chat e file audio.
Al centro del documento, presentato tramite lo studio legale Gasperini-Fabrizi, ci sono presunte anomalie nella gestione mediatica delle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, oggi tornato sotto i riflettori con Andrea Sempio indagato.
Secondo quanto emerge, l’esposto punta il dito anche contro l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, sostenendo che avrebbe avuto un ruolo nel “condizionare” il racconto mediatico della vicenda.
Le ipotesi contenute nel documento
L’autrice dell’esposto, una giornalista televisiva, non formula accuse penali dirette ma chiede alla magistratura di verificare eventuali responsabilità.
Tra i passaggi più rilevanti, si ipotizza che De Rensis avrebbe:
- influenzato contenuti televisivi in cui era ospite
- suggerito chiavi di lettura investigative
- contribuito ad alimentare alcune piste, anche mediatiche
Uno dei punti più delicati riguarda alcune conversazioni riportate nell’esposto, in cui si ipotizza che il legale avrebbe suggerito temi e direzioni editoriali a programmi televisivi.
La replica di De Rensis: “Mi vogliono colpire”
Durissima la risposta dell’avvocato Antonio De Rensis, intervenuto pubblicamente per chiarire la propria posizione.
“L’obiettivo è colpire me e la difesa di Stasi. È una manovra fatta scientificamente”.
Il legale respinge ogni accusa e parla apertamente di un attacco mirato:
“Chi può avere interesse a dire che io percepisco soldi in televisione e ad attaccare la difesa?”.
“Sono andato preparato, non sono un bimbo”
De Rensis entra anche nel merito di alcuni incontri citati indirettamente nella vicenda:
“Ho fatto due cene con giornaliste. Una con una persona che per un mese ha insistito per incontrarmi. Non sono un bimbo, sono andato preparato”.
Una dichiarazione che lascia intendere come il legale ritenga di essere stato avvicinato con finalità non trasparenti.
L’annuncio: “Prenderò provvedimenti”
Il difensore di Alberto Stasi ha già annunciato l’intenzione di reagire nelle sedi opportune:
“Andrò a vedere questo esposto, al di là delle decisioni di lo ha in mano”.
Un passaggio che preannuncia possibili azioni legali, mentre la Procura generale dovrà ora valutare il contenuto del documento e decidere eventuali sviluppi.
Il riferimento a “Le Iene” e al racconto televisivo
Nell’esposto viene citato anche il ruolo della trasmissione Le Iene, in relazione ad alcune testimonianze che hanno contribuito a riaccendere l’attenzione sul caso.
Sempre nell’esposto, viene citato anche il nome del giornalista Alessandro De Giuseppe, autore del servizio televisivo, accostato all’idea di una possibile influenza sul racconto pubblico della vicenda.
Si tratta, in ogni caso, di elementi che non configurano accuse formali, ma che la Procura sarà chiamata a valutare per verificare eventuali profili rilevanti.
Un nuovo capitolo nel caso Garlasco
L’esposto arriva in una fase già complessa delle indagini, con nuovi accertamenti e un rinnovato interesse mediatico.
Il caso Garlasco, a distanza di anni, continua a muoversi su più livelli: giudiziario, investigativo e mediatico.
E proprio su quest’ultimo fronte si apre ora uno scontro diretto, destinato a far discutere.

