Stefania Rago è stata uccisa dal marito a FoggiaStefania Rago è stata uccisa dal marito a Foggia

La lite e gli spari: cosa è successo

Prima le urla, poi almeno 4 colpi di pistola. È così che si è consumato intorno alle 21:00 del 23 aprile il femminicidio di Stefania Rago, 46 anni, uccisa nella serata a Foggia dal marito Antonio Fortebraccio, guardia giurata di 48 anni.

Il delitto è avvenuto nell’abitazione della coppia, in via Gaetano Salvemini, nella zona di San Ciro. Secondo le prime ricostruzioni, tra i due sarebbe scoppiato un violento litigio, sentito chiaramente dai vicini, che pochi istanti dopo hanno udito quattro colpi d’arma da fuoco.


La testimonianza: “Prima le urla, poi gli spari”

A raccontare quei momenti è un vicino di casa, che ha ricostruito la sequenza drammatica:

“La mia compagna mi ha chiamato dicendo che c’era un litigio acceso. Poi ha sentito i colpi. Quando siamo usciti c’erano già i lampeggianti”.

Una scena improvvisa e brutale, che ha lasciato sotto shock l’intero quartiere.


La vittima e la famiglia

Stefania Rago aveva 46 anni. La coppia aveva due figli, entrambi maggiorenni. Una famiglia descritta dai vicini come riservata, senza segnali evidenti di tensioni tali da far presagire un epilogo così violento.

Dopo il delitto, il marito è stato fermato e portato in caserma dai carabinieri, che stanno ricostruendo nel dettaglio quanto accaduto all’interno dell’appartamento.


Le indagini: dinamica e movente

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il medico legale. L’area è stata isolata per consentire i rilievi tecnici.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire la dinamica precisa e il movente del gesto, che al momento appare maturato all’interno della relazione di coppia.


Il dolore della città

Durissime le parole della sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo:

“Una bellissima donna stroncata dalla mano di chi la doveva proteggere. Siamo sconvolti”.

Un delitto che arriva in un momento già difficile per la città, ancora scossa da un recente omicidio avvenuto pochi giorni fa.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *