Storico fotografo de La Nazione, è rimasto vittima di un incidente stradale nella zona collinare di Marignolle
Per decenni ha raccontato Firenze con il suo obiettivo, fermando in uno scatto volti, avvenimenti e pagine di storia destinate a rimanere nella memoria collettiva. Dalle vicende del Mostro di Firenze alle immagini di Pietro Pacciani durante il processo, fino alle tournée internazionali del Maggio Musicale Fiorentino. Si è spento a 68 anni Gianluca Moggi, storico fotogiornalista de La Nazione, morto nel pomeriggio di lunedì 2 novembre in un incidente stradale nella zona collinare di Marignolle, nel territorio comunale di Firenze.
Una notizia che ha suscitato profonda commozione nel mondo dell’informazione toscana. Moggi era un volto conosciuto negli ambienti della cronaca e della cultura cittadina, sempre presente agli appuntamenti più importanti, ma capace anche di cogliere attraverso la macchina fotografica quei particolari che spesso sfuggono a un racconto affidato soltanto alle parole.
L’incidente nella zona di Marignolle: inutili i soccorsi
La tragedia si è verificata nel pomeriggio nella zona collinare di Marignolle. Sul posto sono intervenuti i soccorritori e anche una squadra dei vigili del fuoco di Firenze, chiamata a supportare il personale sanitario nelle operazioni.
Secondo quanto riferito dagli stessi pompieri, l’intervento è scattato intorno alle 18. Dopo la constatazione del decesso da parte del medico, e ottenuto il nulla osta del magistrato, i vigili del fuoco hanno provveduto al recupero del corpo, rimasto nell’autovettura. Per consentire le operazioni è stato necessario sollevare il veicolo.
La notizia della morte del fotoreporter si è rapidamente diffusa in città, dove Moggi era conosciuto da colleghi, istituzioni e protagonisti della vita pubblica.
Lo scatto a Pietro Pacciani e il premio ricevuto nel 2024
La sua carriera è stata legata a doppio filo alla storia di Firenze e della Toscana. Con la macchina fotografica aveva seguito per anni gli avvenimenti più significativi della cronaca, compresa la lunga e complessa vicenda del Mostro di Firenze.
Tra le immagini che hanno segnato il suo percorso professionale c’è quella di Pietro Pacciani durante il processo. Proprio per quello scatto, nel 2024, Moggi aveva ricevuto il Premio giornalistico Umberto Chirici nella categoria fotografi, riconoscimento promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Toscana e dalla Fondazione dell’Ordine.
Non soltanto cronaca nera: il suo lavoro aveva attraversato anche il mondo della cultura e dello spettacolo. Aveva seguito il Maggio Musicale Fiorentino, documentandone anche le tournée internazionali, e raccontato attraverso le immagini personaggi ed eventi che hanno contribuito a definire l’identità della città.
Il cordoglio dei colleghi: «Lascia un grande vuoto nel giornalismo toscano»
L’Ordine dei Giornalisti della Toscana e l’Associazione Stampa Toscana hanno espresso «profondo cordoglio per la tragica e improvvisa scomparsa» del collega, ricordandone la sensibilità e la professionalità.
«La scomparsa di Gianluca Moggi lascia un grande vuoto nel giornalismo toscano. Con il suo obiettivo ha raccontato pagine importanti della nostra storia, sempre con passione, sensibilità e dedizione. Perdiamo un professionista di grande valore e un testimone attento della vita della nostra comunità», hanno dichiarato Giampaolo Marchini, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, e Sandro Bennucci, presidente dell’Associazione Stampa Toscana.
Le due organizzazioni hanno rivolto le proprie condoglianze alla famiglia, ai colleghi de La Nazione e dell’agenzia New Press Photo e agli amici che oggi ne piangono la scomparsa.
Il ricordo della sindaca Funaro e del presidente Giani
Anche la sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha voluto ricordare il fotoreporter, sottolineando quanto fosse difficile immaginare un evento cittadino senza la sua presenza.
«Non c’era evento in città senza la presenza di Gianluca Moggi, storico fotogiornalista de La Nazione, sempre pronto a documentare i momenti ufficiali, ma anche a cogliere con il suo obiettivo ogni dettaglio, ogni gesto spontaneo», ha dichiarato. La prima cittadina ha ricordato anche il suo modo di essere, accogliente e affettuoso, oltre alla passione con cui svolgeva il proprio lavoro.
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha parlato di «un grande professionista dell’informazione» e di un testimone appassionato della storia del territorio. L’assessora regionale alla Cultura, Cristina Manetti, ha invece evidenziato la sua capacità di raccontare attraverso le fotografie l’essenza delle persone e degli avvenimenti, ricordando in particolare il legame con il Maggio Musicale Fiorentino.
Con la morte di Gianluca Moggi Firenze perde un professionista che ha contribuito a custodire la memoria della città. Le sue fotografie, però, continueranno a raccontare una storia fatta di cronaca, cultura e volti che hanno attraversato decenni di vita fiorentina.

