Il giudice finito nel mirino per aver bevuto vino durante una videoudienzaIl giudice finito nel mirino per aver bevuto vino durante una videoudienza

Milton Lívio Lemos Salles era comparso in videoconferenza in pantaloncini

È diventato un caso in Brasile il comportamento del giudice Milton Lívio Lemos Salles, finito sotto procedimento disciplinare dopo essere comparso durante un’udienza in videoconferenza in pantaloncini, mentre fumava e beveva vino. La situazione è stata notata e il dibattimento è stato sospeso.

L’episodio è avvenuto lunedì 10 agosto e ha portato, il giorno successivo, alla conferma della sospensione cautelare del magistrato da parte dell’organo speciale del Tribunale di Giustizia del Minas Gerais (TJMG).

La vicenda ha però un particolare destinato a far discutere: anche durante il periodo di sospensione Salles continuerà a percepire lo stipendio, in quanto previsto dalla normativa che disciplina i procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati.

La scena durante l’udienza in videoconferenza

Le immagini dell’udienza mostrano il magistrato collegato da remoto in condizioni decisamente insolite per una sessione giudiziaria. Salles sarebbe apparso con pantaloncini corti, mentre fumava una sigaretta e beveva direttamente da una bottiglia di vino.

In un altro momento avrebbe persino utilizzato una fiamma ossidrica per accendere la sigaretta, una scena che ha rapidamente attirato l’attenzione e provocato l’intervento degli organismi giudiziari.

Il giudice svolgeva le funzioni di magistrato ausiliario presso il 4° Centro Giustizia 4.0 – Civile Famiglia, nell’ambito della seconda sezione del TJMG.

Dopo la diffusione delle immagini, la vicenda è arrivata all’attenzione della Corregedoria Geral de Justiça del Minas Gerais, che ha disposto il suo allontanamento cautelare.

Sospeso dalle funzioni, ma lo stipendio resta

Martedì 11 agosto l’organo speciale del TJMG ha confermato la misura cautelare adottata nei confronti del magistrato.

La sospensione, tuttavia, non equivale alla perdita dello stipendio. Il Tribunale di Giustizia del Minas Gerais ha spiegato che la prosecuzione del pagamento della retribuzione durante un procedimento disciplinare è prevista dalla legge.

In particolare, il TJMG ha richiamato la Risoluzione 135/2011 del Consiglio Nazionale di Giustizia (CNJ), che stabilisce le regole comuni per i procedimenti amministrativi disciplinari riguardanti i magistrati brasiliani.

Il procedimento potrà quindi accertare eventuali violazioni e, al termine dell’iter previsto, potranno essere adottati i provvedimenti eventualmente ritenuti necessari. La sospensione cautelare non rappresenta dunque una decisione definitiva sulla responsabilità disciplinare del giudice.

Quanto guadagna il magistrato

A rendere ancora più particolare la vicenda è l’entità della retribuzione percepita dal magistrato.

Secondo i dati pubblicati nelle informazioni sulle buste paga del TJMG, Milton Lívio Lemos Salles avrebbe ricevuto nel giugno 2026 una retribuzione netta di 83.583,55 real brasiliani.

È proprio questo elemento ad aver alimentato ulteriormente il dibattito sulla vicenda: nonostante l’allontanamento dalle funzioni deciso in via cautelare, la normativa consente al magistrato di continuare a ricevere lo stipendio mentre il procedimento disciplinare segue il proprio corso.

Chi è Milton Lívio Lemos Salles

Nato a Belo Horizonte, nello Stato brasiliano del Minas Gerais, Salles si è laureato in Giurisprudenza nel 1989 presso l’Università Milton Campos ed è entrato nella magistratura statale nel 1998.

Nel corso della sua carriera ha lavorato in diversi distretti giudiziari, tra cui Brumadinho, Araçuaí e Montes Claros, prima di approdare a Belo Horizonte.

Per circa 17 anni è stato alla guida del 4° Tribunale Penale di Belo Horizonte. Successivamente ha assunto l’incarico di giudice ausiliario presso il Centro di Giustizia 4.0.

Ora la sua posizione è al centro di un procedimento amministrativo che dovrà stabilire se il comportamento tenuto durante l’udienza abbia configurato violazioni disciplinari.

Per il momento, dunque, il provvedimento è cautelare: Salles è stato sospeso dalle sue funzioni, ma continua a percepire la retribuzione prevista dalla legge in attesa degli sviluppi del procedimento.

La risposta del giudice: «Sono vittima di diffamazione»

Dopo essere stato sospeso a seguito delle immagini dell’udienza, Milton Lívio Leão Salles ha pubblicato un nuovo video per replicare alle polemiche, sostenendo di essere vittima di una campagna di «diffamazione» e lanciando accuse pesantissime contro il sistema giudiziario brasiliano.

Nel filmato, apparso visibilmente agitato, il magistrato attacca apertamente il Tribunale di Giustizia del Minas Gerais (TJ/MG), la Corte Superiore di Giustizia (STJ), la Corte Suprema Federale (STF) e il ministro Alexandre de Moraes.

«Ho 36 anni di esperienza come magistrato e voglio rilasciare una dichiarazione in merito a questa diffamazione che viene perpetrata contro di me», afferma Salles nel video, prima di rivolgere le sue accuse agli organi giudiziari.

Il giudice sostiene inoltre di essere a conoscenza di presunte irregolarità. «Sono stanco, molto stanco. Sono a Rio, mi sto godendo un caffè e un po’ di tempo con mia moglie. So molto di questo tribunale», sostiene.

Salles critica anche il funzionamento della magistratura nell’era digitale: «Mi fate vergognare. Sapete perché? Perché il tribunale non esiste. Oggi ci sono solo computer ed edifici vuoti, che costano soldi in elettricità, energia e personale».

Infine, il magistrato dichiara di essere disposto a confrontarsi pubblicamente con chiunque voglia contestare le sue affermazioni, anche attraverso programmi televisivi.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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