«Non so se sia stato intenzionale»: Gypsy Rose racconta cosa pensa sia successo a Ken
«Non so se sia stato intenzionale o meno». È la frase con cui Gypsy Rose Blanchard torna sulla morte di Ken Urker, il compagno e padre della loro figlia Aurora, trovato morto nella sua abitazione di Raceland, in Louisiana, proprio nel giorno del suo 34° compleanno.
In un’intervista esclusiva rilasciata a People, Blanchard ha detto di ritenere che Ken possa essere morto per un’overdose, ma ha chiarito di non sapere se l’assunzione delle sostanze sia stata volontaria. «Ultimamente non stava bene», ha raccontato.
Ken Urker è stato trovato senza vita giovedì 1° ottobre. Gli agenti dell’ufficio dello sceriffo della parrocchia di Lafourche sono intervenuti in un’abitazione di Raceland intorno alle 18.15 e lo hanno trovato morto al loro arrivo. Le circostanze del decesso restano al vaglio degli investigatori e la causa definitiva dovrà essere chiarita dagli accertamenti.
«Ho urlato fino a farmi bruciare la gola»: il dolore di Gypsy Rose
Blanchard ha raccontato a People di essere ancora sotto shock. Ken sarebbe morto nel suo letto, nella casa di Raceland.
«Non ci posso credere. Non riesco a pensare», ha detto, descrivendo un dolore che le ha tolto persino la capacità di elaborare quanto accaduto. «Ho urlato fino a farmi bruciare la gola».
La morte è arrivata in modo improvviso e nel giorno del compleanno di Urker. Secondo PEOPLE, il corpo è stato trovato dopo che i familiari non erano riusciti a mettersi in contatto con lui. La sorella Autumn ha poi confermato pubblicamente la scomparsa, raccontando che le ultime parole che Ken le aveva rivolto erano state «I love you».
«Era un padre straordinario»: il ricordo per la figlia Aurora
Per Gypsy Rose, però, Ken non è soltanto l’uomo con cui ha condiviso una relazione tormentata e una lunga storia sentimentale. È soprattutto il padre della loro figlia Aurora Raina, nata nel dicembre 2024.
«Ken era un padre straordinario e un uomo profondamente amato», ha dichiarato Blanchard, definendolo la sua «anima gemella» e quel «filo rosso» che, nelle sue parole, non potrà essere cancellato nemmeno dalla morte.
La 35enne ha detto di voler fare in modo che Aurora cresca conoscendo il padre per ciò che era realmente, senza che la sua figura venga definita dai commenti pubblicati sui social.
Il peso dei social e le accuse di cyberbullismo
Nel suo racconto Gypsy Rose ha indicato anche un altro elemento che, secondo lei, avrebbe segnato profondamente gli ultimi anni di Ken: la pressione mediatica e il cyberbullismo.
«Ken ha dovuto sopportare un livello inimmaginabile di attenzione pubblica e un cyberbullismo implacabile», ha dichiarato riferendosi alle piattaforme social, citando in particolare TikTok e Reddit.
Blanchard sostiene che il peso di quella esposizione possa aver avuto conseguenze importanti su di lui. Si tratta però della sua interpretazione delle difficoltà vissute da Ken, non di una conclusione degli investigatori sulle cause della morte.
L’ufficio dello sceriffo ha fatto sapere che le indagini sono ancora in corso. People ha successivamente riferito che non ci sono, al momento, elementi che indichino un intervento di terzi, pur precisando che gli investigatori non hanno ancora chiuso definitivamente ogni ipotesi.
Una storia iniziata quando Gypsy era ancora in carcere
La relazione tra Gypsy Rose e Ken Urker aveva una storia lunga e complessa. I due si erano conosciuti mentre Blanchard era detenuta per il coinvolgimento nell’omicidio della madre, Dee Dee Blanchard, avvenuto nel 2015.
Ken le aveva chiesto di sposarlo nel 2018, quando Gypsy era ancora in carcere. L’anno successivo il fidanzamento era stato annullato e i due avevano preso strade diverse.
Durante la separazione Gypsy Rose aveva sposato Ryan Anderson, ma il matrimonio era poi finito. Dopo la liberazione dal carcere, nel dicembre 2023, Blanchard e Urker si erano riavvicinati e nell’aprile 2024 avevano ricominciato la loro relazione. Otto mesi più tardi era nata Aurora.
Il post su Facebook dopo l’omicidio della madre
La storia di Gypsy Rose è diventata uno dei casi criminali più discussi degli Stati Uniti. Nel giugno 2015 sua madre Dee Dee venne uccisa nella casa di Springfield, in Missouri. Gypsy aveva partecipato al piano insieme al fidanzato dell’epoca, Nicholas Godejohn, che materialmente accoltellò la donna.
Dopo la fuga, Gypsy pubblicò sul profilo Facebook condiviso con la madre una frase agghiacciante: «Quella stronza è morta!».
Quel messaggio contribuì a far scattare l’allarme sulla scomparsa di Dee Dee. In seguito Gypsy spiegò di averlo scritto proprio con l’obiettivo di far scoprire il corpo della madre.
Oggi, a distanza di oltre undici anni da quella vicenda, è ancora una volta un messaggio e una dichiarazione pubblica di Gypsy Rose a riportare la sua vita al centro dell’attenzione. Questa volta, però, al centro c’è la morte di Ken Urker, il padre di sua figlia.
Blanchard ha chiesto infine di rispettare la privacy della famiglia e soprattutto di Aurora: «Non ci sono parole che possano esprimere la profondità di questa perdita».

