Il 21enne polacco era arrivato in Italia appena quattro giorni prima
Era arrivato a Milano da appena quattro giorni per studiare. Lunedì sera era uscito con un amico per trascorrere qualche ora in discoteca. Alle 3 di notte i due si sono separati. Da quel momento di Jakub Wiatr, 21 anni, non si è saputo più nulla.
Gli amici hanno iniziato a preoccuparsi, la famiglia è stata avvertita e sui social è comparso un appello per ritrovarlo. «Potrebbe essere in difficoltà», si leggeva nell’annuncio diffuso anche attraverso Penelope Lombardia, l’associazione che si occupa di persone scomparse.
Mercoledì mattina, però, la ricerca si è conclusa nel modo più drammatico: Jakub è stato trovato morto in un cavedio a pochi passi dalla stazione Garibaldi, nella zona di piazza Sigmund Freud, all’ombra dei grattacieli di Porta Nuova.
Era rimasto lì per oltre un giorno.
L’ultima sera in discoteca, poi la separazione alle 3
Jakub aveva trascorso la notte tra lunedì 28 e martedì 29 settembre con alcuni amici. Il gruppo era andato al JustMe, la discoteca di viale Camoens, all’interno del parco Sempione.
Poi, intorno alle 3, il 21enne si è separato dall’amico con cui era uscito.
È stata quella l’ultima volta in cui i suoi conoscenti lo hanno visto.
Il mattino seguente l’amico ha denunciato la scomparsa ai carabinieri e ha informato i genitori. Nel frattempo è partita la ricerca anche attraverso i social, con la diffusione di una descrizione del giovane e degli abiti che indossava.
Nessuno poteva ancora immaginare che Jakub si trovasse a poca distanza da uno dei luoghi più frequentati della Milano notturna.
Alle 4 le telecamere lo riprendono da solo
Gli investigatori sono riusciti a ricostruire almeno una parte degli ultimi spostamenti del ragazzo grazie alle telecamere della zona.
Intorno alle 4 di notte, circa un’ora dopo aver lasciato il locale, Jakub sarebbe stato ripreso da solo nella zona di Porta Nuova.
Da quel momento la sua storia prende una piega drammatica.
Secondo la prima ricostruzione della polizia, il 21enne sarebbe arrivato nei pressi della piazza e avrebbe tentato di superare una ringhiera. Un gesto che potrebbe essergli costato la vita.
Il volo di 15 metri nel cavedio
La zona in cui è avvenuta la caduta è particolarmente difficile da vedere: il corpo è finito in uno stretto cavedio tra una scalinata e il muro di un parcheggio, in un’area interessata anche da lavori di ristrutturazione.
Jakub sarebbe precipitato da un’altezza di circa 15 metri.
Un dettaglio emerso dagli accertamenti potrebbe aiutare a ricostruire gli ultimi istanti: il ragazzo avrebbe avuto ancora in mano un pezzo del tubo di alluminio del corrimano.
L’ipotesi seguita dagli investigatori è che il giovane abbia cercato di scavalcare la barriera, perdendo poi l’equilibrio e precipitando nel vuoto.
Il corpo scoperto soltanto il giorno dopo
Mentre la famiglia continuava a cercarlo e l’appello alla ricerca di Jakub circolava sui social, il suo corpo era rimasto nel cavedio.
La scoperta è avvenuta soltanto nella tarda mattinata di mercoledì, quando alcuni turisti stranieri hanno notato la presenza del corpo e hanno dato l’allarme.
Il giovane era ancora vestito come la sera precedente. Aveva con sé il cellulare e il portafoglio.
Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti, gli investigatori del commissariato Garibaldi-Venezia e la polizia scientifica. Sono state acquisite le immagini delle telecamere per ricostruire con precisione gli ultimi movimenti del ragazzo.
La pista dell’incidente: l’autopsia chiarirà quando è morto
Al momento, la pista principale è quella di una tragica caduta accidentale. Non emergerebbero elementi che facciano pensare a un’aggressione o a una morte provocata da terzi, anche se gli accertamenti non sono ancora conclusi.
Sarà l’autopsia a stabilire con maggiore precisione l’orario e le cause del decesso.
Resta soprattutto la domanda sulle ultime ore di Jakub: perché, dopo aver lasciato la discoteca, è arrivato da solo in quella zona e cosa è accaduto esattamente davanti a quella ringhiera?
Le telecamere potrebbero fornire le risposte.
Per la famiglia, però, resta una tragedia difficilissima da accettare: Jakub era arrivato in Italia da appena quattro giorni, aveva davanti un nuovo percorso di studio e quella sera era semplicemente uscito con un amico.
Poi la separazione alle 3, una notte senza sue notizie, l’appello per ritrovarlo e, il giorno dopo, la scoperta del corpo.

