La morte di Luciana Capozzoli, la donna di 56 anni trovata senza vita nella sua abitazione di via Elia Di Florio, a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, entra in una nuova fase investigativa. Dopo una giornata di accertamenti, sopralluoghi e interrogatori, la Procura ha disposto il fermo di indiziato di delitto nei confronti del compagno settantenne della vittima.
Il provvedimento è stato emesso al termine di un lungo interrogatorio coordinato dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. Secondo quanto emerso, gli investigatori avrebbero contestato all’uomo alcune contraddizioni emerse nel racconto fornito durante l’audizione.
Il 70enne, assistito dall’avvocato Sabato Romano, ha però respinto ogni accusa, ribadendo la propria estraneità ai fatti.
I segni sul corpo hanno cambiato il corso delle indagini
L’allarme era stato lanciato proprio dal compagno della donna, che aveva richiesto l’intervento dei soccorsi nelle prime ore della notte.
Quando il personale del 118 è arrivato nell’appartamento, per Luciana Capozzoli non c’era ormai più nulla da fare.
Durante i primi accertamenti, però, sarebbero emersi alcuni elementi che hanno immediatamente attirato l’attenzione del medico intervenuto e dei carabinieri.
In particolare sarebbero stati riscontrati segni nella zona del collo, circostanza che ha spinto gli investigatori a escludere, almeno in questa fase, la semplice ipotesi di un malore improvviso e ad approfondire ogni possibile scenario.
L’abitazione è stata posta sotto sequestro insieme alla salma, mentre gli specialisti dell’Arma hanno eseguito rilievi all’interno dell’appartamento per ricostruire quanto accaduto.
La Procura dispone il fermo del compagno
Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Nocera Inferiore, guidata dal procuratore Luigi Alberto Cannavale, mentre il fascicolo è seguito dal pubblico ministero Marco Fiorillo.
Nel corso della giornata gli investigatori hanno ascoltato il compagno della vittima per diverse ore, ricostruendo le ultime ore trascorse insieme alla donna e confrontando le sue dichiarazioni con gli elementi raccolti durante i sopralluoghi.
Al termine dell’interrogatorio è stato emesso il decreto di fermo di indiziato di delitto, con il conseguente trasferimento dell’uomo in carcere.
Si tratta di una misura cautelare adottata durante la fase delle indagini preliminari e che dovrà ora essere valutata dall’autorità giudiziaria nei tempi previsti dalla legge.
L’autopsia sarà decisiva per chiarire le cause della morte
L’attenzione degli investigatori è ora concentrata sull’esame autoptico, che verrà eseguito nelle prossime ore.
L’autopsia rappresenta infatti il passaggio fondamentale per stabilire con precisione quando sia avvenuto il decesso e soprattutto quale sia stata la causa della morte.
Gli accertamenti medico-legali dovranno verificare se i segni riscontrati sul corpo siano compatibili con una morte violenta oppure se possano essere riconducibili ad altre circostanze.
Parallelamente proseguono anche le attività investigative dei carabinieri, che stanno raccogliendo ulteriori testimonianze tra vicini di casa e persone che conoscevano la coppia.
Una città sotto choc mentre proseguono gli accertamenti
La notizia della morte di Luciana Capozzoli si è rapidamente diffusa in tutta Nocera Inferiore, dove la donna era conosciuta.
L’intero quartiere di via Elia Di Florio è rimasto per ore presidiato dalle forze dell’ordine, impegnate nei rilievi scientifici e nelle attività investigative.
Al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sugli sviluppi dell’inchiesta. Saranno gli esiti dell’autopsia, insieme agli ulteriori accertamenti tecnici e investigativi, a chiarire definitivamente cosa sia accaduto nell’abitazione della coppia e quale sia stata l’esatta dinamica della morte della 56enne.

