L'increscioso episodio durante il Carnevale di ViareggioL'increscioso episodio durante il Carnevale di Viareggio

Le bimbe trovate infreddolite e in lacrime

Doveva essere una giornata di festa, coriandoli e carri allegorici. Si è trasformata in una vicenda che lascia sgomenti. Una donna di circa quarant’anni ha lasciato le due figlie, di tre e quattro anni, chiuse in auto per diverse ore durante il Carnevale di Viareggio, mentre lei si tratteneva a bere e ballare.

Le bambine sono state ritrovate infreddolite e in lacrime dagli agenti del commissariato di Viareggio, intervenuti dopo aver soccorso la madre in evidente stato di alterazione alcolica.


Dal corso mascherato alla notte brava

La donna, residente nell’hinterland milanese e di origini russe, era arrivata sabato mattina in città con le figlie per assistere all’ultimo corso mascherato del celebre Carnevale di Viareggio. Le tre avevano seguito la sfilata dei carri, assistito ai verdetti e ai fuochi d’artificio sul lungomare.

Terminata la manifestazione ufficiale, la madre è tornata verso l’auto parcheggiata nei pressi della Torre Matilde. Ma la serata non era finita: in zona era in corso una festa rionale notturna, tra musica e stand.

Secondo quanto ricostruito, le bambine si erano addormentate in macchina. La donna avrebbe deciso di lasciarle lì, convinta forse che dormissero tranquille, per unirsi ai festeggiamenti. Una scelta che, con il passare delle ore e l’aumentare dell’alcol ingerito, si è trasformata in un grave rischio.


La madre trovata ubriaca: “Non ricordo dove ho parcheggiato”

Intorno alle 23 una volante della polizia ha notato la donna barcollare in strada, visibilmente ubriaca e in stato di confusione. Fermata per accertamenti, avrebbe ammesso di aver lasciato le figlie in auto, ma di non ricordare dove fosse parcheggiata la vettura.

A quel punto è scattata una corsa contro il tempo.

Gli agenti sono riusciti ad accedere al cellulare della donna e, grazie ad alcune fotografie scattate poco dopo aver parcheggiato, hanno individuato elementi utili per circoscrivere l’area. È stato contattato anche il compagno, rimasto a Milano, che si è messo immediatamente in viaggio.

Dopo una perlustrazione serrata della zona, l’auto è stata localizzata nei pressi della Torre Matilde.


Le bambine soccorse: notte in ospedale

All’interno della vettura c’erano le due piccole. Dormivano, ma presentavano segni di freddo e un principio di ipotermia dovuto alle temperature notturne.

Sono state immediatamente trasportate al pronto soccorso per accertamenti. Dopo una notte in osservazione, sono state dimesse e affidate al padre, giunto in città nelle ore successive. Attivati anche i servizi sociali per le valutazioni del caso.

La madre, con un tasso alcolemico molto elevato, è stata trattenuta in ospedale e successivamente denunciata per abbandono di minori.


Una festa che diventa incubo

La vicenda pone interrogativi che vanno oltre la singola responsabilità penale. Lasciare due bambine così piccole chiuse in auto, di notte, esposte al freddo e a potenziali pericoli, rappresenta un comportamento ad altissimo rischio.

Se la donna non fosse stata notata dagli agenti, quanto tempo ancora sarebbero rimaste sole? E quali conseguenze avrebbe potuto avere l’abbassamento della temperatura corporea?

Il Carnevale, simbolo di spensieratezza e tradizione, si è così trasformato nello sfondo di una storia che racconta ben altro: fragilità, abuso di alcol e una leggerezza che sfiora l’incoscienza.

Le bambine stanno bene. È questo il dato che conta. Ma la notte di Viareggio resta una pagina difficile da archiviare.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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