Manuel OttoManuel Otto

Il giovane sviluppatore aveva conquistato migliaia di giocatori creando il suo videogame a soli 14 anni

È morto a 30 anni durante una diretta su Twitch, mentre la sua trasmissione era online. La notizia della scomparsa di Manuel Otto, influencer e sviluppatore tedesco, ha scosso la comunità dei videogiochi, riportando al centro una vicenda drammatica le cui circostanze non sono ancora state chiarite completamente.

A rendere la storia ancora più dolorosa è il percorso del giovane, diventato conosciuto grazie a Stick Run, il videogioco multiplayer che aveva sviluppato quando aveva appena 14 anni. Un progetto nato in adolescenza e diventato negli anni un punto di riferimento per tanti appassionati, che oggi piangono la scomparsa del suo creatore.

Twitch cancella il canale e il filmato della diretta

Dopo quanto accaduto, Twitch ha rimosso il canale di Manuel Otto e il video della trasmissione, intervenendo per impedire che le immagini continuassero a essere viste da altri utenti.

Un portavoce della piattaforma ha confermato a TMZ che l’azienda si è mossa rapidamente per eliminare i contenuti. «Quanto accaduto è orribile, e la salute mentale e il benessere della nostra comunità ci stanno molto a cuore», ha dichiarato il rappresentante.

Twitch non ha fornito ulteriori dettagli su ciò che è successo durante la diretta. La decisione di rimuovere il filmato ha impedito la consultazione del contenuto sul canale originale, ma non ha chiarito pubblicamente la dinamica dell’accaduto.

Il messaggio di Stick Run: «È scomparso il nostro creatore»

A comunicare la morte è stato anche il team di Stick Run, che il 21 ottobre ha pubblicato un messaggio di cordoglio sui social. Nel testo, il gruppo ha ricordato Otto con il suo nome completo, Marc-Manuel Alexander Otto, definendolo il proprio creatore, sviluppatore e compagno di avventure.

I rappresentanti del gioco hanno dichiarato di essere a conoscenza della diretta su Twitch e del relativo video. In una comunicazione hanno sostenuto che, da quanto appariva nelle immagini, il giovane sembrava essersi tolto la vita. Questa è la valutazione riportata dal team, non una ricostruzione completa e ufficiale delle circostanze della morte.

Il gruppo ha chiesto alla comunità di rispettare la privacy delle persone coinvolte e di non diffondere indiscrezioni o informazioni non verificate.

Aveva creato il videogioco a soli 14 anni

La storia di Manuel Otto è legata a quella di Stick Run, il gioco che aveva progettato da adolescente e che aveva raccolto negli anni un vasto pubblico. Per molti utenti non era soltanto un passatempo: rappresentava un pezzo della loro infanzia, fatto di sfide, partite con gli amici e tentativi di superare i punteggi migliori.

Nel messaggio di addio, il team ha ricordato proprio questo legame, sottolineando come il progetto avesse contribuito a creare ricordi condivisi e a mettere in contatto giocatori diversi.

Un’eredità che oggi assume un significato ancora più forte: dietro quel videogioco c’era un ragazzo che aveva trasformato un’idea nata giovanissimo in un’esperienza capace di accompagnare un’intera comunità per anni.

Restano dubbi sulle circostanze

Nelle ore successive alla notizia sono circolate anche segnalazioni relative a un incendio mortale in Baviera, in Germania. Al momento, però, non è stato confermato ufficialmente un collegamento tra quell’episodio e la morte di Otto.

Restano quindi da chiarire diversi aspetti della vicenda. Le informazioni disponibili confermano la morte del trentenne creator, la diretta che lo avrebbe coinvolto e la successiva rimozione dei contenuti da parte di Twitch. Per il resto, è necessario attenersi alle comunicazioni rese pubbliche, senza trasformare le ipotesi in certezze.

Intanto, tra i fan si moltiplicano i messaggi di cordoglio per il giovane sviluppatore che, a soli 14 anni, aveva dato vita a un gioco rimasto nei ricordi di tanti utenti.

Di Giuseppe D'Alto

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *