Femminicidio a Sant’Angelo a Cupolo, nel BeneventanoFemminicidio a Sant’Angelo a Cupolo, nel Beneventano

Faustino Cardillo ha tentato di togliersi la vita dopo il femminicidio

È finita nel sangue una lunga vita insieme a Sant’Angelo a Cupolo, nel Beneventano. Nel primo pomeriggio del giorno di Ferragosto, nella frazione Pastene, Maria D’Alessandro, 76 anni, è stata uccisa all’interno della villetta in cui viveva con il marito Faustino Cardillo, anche lui 76enne. Secondo la prima ricostruzione, al culmine di una discussione l’uomo avrebbe afferrato un coltello da cucina e avrebbe colpito la moglie, provocandone la morte.

Subito dopo, lo stesso pensionato avrebbe tentato di togliersi la vita ferendosi al collo e ai polsi. Quando i soccorsi sono arrivati nell’abitazione, per la donna non c’era ormai più nulla da fare. Il marito, invece, è stato trasferito in codice rosso all’ospedale San Pio di Benevento, dove è stato sottoposto alle cure del caso e, secondo quanto riferito, a un intervento chirurgico. Nei suoi confronti è scattato l’arresto.

La tragedia nella villetta di Pastene

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio, intorno alle 14.30, quando nella villetta di via Capasso Torre di Caprara sono arrivati i sanitari del 118 e i carabinieri della Compagnia di Benevento.

La scena che si sono trovati davanti era quella di una tragedia familiare. Maria D’Alessandro era ormai senza vita, mentre il marito presentava ferite che si sarebbe procurato dopo aver aggredito la donna.

La casa si trova in una zona tranquilla della frazione, davanti a una cappella privata ormai abbandonata e circondata dalla vegetazione. Un luogo che in poche ore è diventato il teatro di un delitto che ha scosso profondamente la comunità.

I carabinieri hanno avviato immediatamente i rilievi e sequestrato il coltello ritenuto compatibile con l’aggressione. La dinamica viene ora ricostruita nei dettagli.

Maria D’Alessandro colpita con un coltello

Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, Maria sarebbe stata aggredita con un coltello da cucina. La donna sarebbe stata colpita più volte, anche al collo e alle braccia, prima di essere lasciata senza vita all’interno dell’abitazione.

Il marito, dopo l’aggressione, avrebbe rivolto l’arma contro se stesso nel tentativo di farla finita.

Si tratta, al momento, della ricostruzione iniziale dei fatti. Saranno gli accertamenti della magistratura a stabilire con precisione cosa sia accaduto nella casa e soprattutto cosa abbia provocato la lite degenerata nell’omicidio.

La coppia, secondo quanto emerge dalle prime informazioni, era insieme da molti anni e il loro rapporto non sarebbe stato caratterizzato da precedenti episodi di particolare conflittualità. Proprio questo elemento rende ancora più difficile per chi li conosceva comprendere cosa possa essere accaduto.

Il malessere del marito e le verifiche degli investigatori

Tra gli aspetti sui quali gli inquirenti stanno concentrando l’attenzione c’è anche lo stato di salute del 76enne.

Secondo quanto riferito nelle prime ore, da una decina di giorni l’uomo avrebbe manifestato un evidente malessere e due giorni fa sarebbe stato sottoposto a una visita neurologica. Si tratta di circostanze che dovranno essere verificate e inquadrate dagli investigatori e che, allo stato, non consentono di stabilire un collegamento diretto con quanto accaduto.

Resta quindi da chiarire cosa abbia scatenato l’aggressione e perché una discussione tra due persone che avevano condiviso gran parte della loro vita sia degenerata in una violenza mortale.

Il pm Maria Colucci ha raggiunto il luogo del delitto insieme al capitano Giuseppe Friscuolo. Il magistrato ha affidato al medico legale Emilio D’Oro il sopralluogo nell’abitazione, mentre ulteriori accertamenti dovranno contribuire a definire la dinamica.

L’autopsia dovrà chiarire le cause della morte

La salma di Maria D’Alessandro è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Pio di Benevento, dove resterà in attesa dell’esame autoptico disposto dalla magistratura.

L’autopsia, secondo le informazioni disponibili, dovrebbe essere eseguita nei prossimi giorni e potrà fornire elementi importanti sulle ferite riportate dalla donna e sulla causa precisa del decesso.

Nel frattempo il marito resta ricoverato sotto custodia. La sua posizione giudiziaria sarà definita sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori e degli sviluppi dell’indagine.

La notizia ha rapidamente raggiunto la comunità di Pastene, dove la coppia era conosciuta. Una tragedia che ha lasciato incredulità e dolore, soprattutto perché maturata all’interno delle mura domestiche e al termine di una vita trascorsa insieme.

Ora l’obiettivo degli investigatori è ricostruire quei pochi minuti che hanno trasformato una discussione in un omicidio e stabilire cosa abbia spinto il 76enne ad aggredire mortalmente la moglie e, subito dopo, a tentare di togliersi la vita.

Per Maria D’Alessandro, invece, non c’è stato alcun modo di tornare indietro. La sua morte apre una ferita profonda in una piccola comunità che adesso attende risposte su una tragedia ancora avvolta da molti interrogativi.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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