Il giovane, originario della provincia di Varese e appassionato di canottaggio, è stato investito nella notte sul lungomare di Barcola, a Trieste
Una vacanza con gli amici si è trasformata in una tragedia. Marian Jasik, 19 anni, ha perso la vita dopo essere stato investito da un furgone mentre attraversava la strada sul lungomare di Barcola, a Trieste. Il giovane, originario di Casbeno, in provincia di Varese, era stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Cattinara, dove è morto nella mattinata di giovedì a causa delle gravissime ferite riportate.
La sua scomparsa ha profondamente colpito amici e familiari. Marian era un ragazzo appassionato di canottaggio e si trovava in città per trascorrere alcuni giorni di vacanza.
L’investimento nella notte sul lungomare
L’incidente è avvenuto tra la notte di mercoledì 29 e giovedì 30 luglio in viale Miramare, all’altezza del civico 181.
Secondo una prima ricostruzione, il 19enne stava attraversando la carreggiata quando è stato travolto da un Volkswagen Transporter condotto da un uomo triestino nato nel 1965.
L’impatto è stato violentissimo: Marian Jasik è stato sbalzato per circa 20 metri, riportando un gravissimo trauma cranico e facciale.
Il conducente del mezzo si è immediatamente fermato per prestare soccorso ed è stato sottoposto all’alcoltest dai carabinieri, intervenuti sul posto per i rilievi.
Il primo a soccorrerlo è un agente fuori servizio
Tra i primi ad accorrere c’è stato un agente della Polizia penitenziaria, libero dal servizio, che in quel momento si stava allenando nel vicino parco calistenico.
È stato lui a raccontare quei drammatici istanti.
“Ho sentito un forte rumore e ho visto il ragazzo volare sulla strada. Non ci ho pensato un attimo e ho iniziato a correre come mai in vita mia.”
Raggiunto il giovane in pochi secondi, ha subito verificato che fosse ancora vivo.
“L’ho trovato in posizione prona e ho controllato immediatamente che ci fosse ancora il battito. Era una scena terribile, i suoi amici erano sotto choc.”
L’agente ha quindi contattato il 112, seguendo le indicazioni dell’operatore.
“Mi hanno indicato dove si trovava il defibrillatore. Ho mandato un altro ragazzo a prenderlo, ma non è stato necessario perché l’ambulanza è arrivata in pochissimi minuti. L’operatore del 118 ci ha detto subito che la situazione era disperata.”
La corsa in ospedale e il tragico epilogo
I sanitari del 118, intervenuti con ambulanza e automedica, hanno stabilizzato il giovane sul posto prima di intubarlo e trasferirlo d’urgenza all’ospedale di Cattinara.
Nonostante gli sforzi dei medici, le lesioni riportate erano troppo gravi.
Il 19enne è morto alcune ore dopo il ricovero.
Chi era Marian Jasik
Dietro il nome di Marian Jasik c’era un ragazzo di appena 19 anni, molto conosciuto nel quartiere Casbeno, a Varese, dove viveva con la famiglia. Appassionato di canottaggio, aveva gareggiato con i colori della Canottieri Varese, società che lo ricorda con grande affetto e che nei prossimi giorni gli renderà omaggio durante gli Europei in corso sul lago della Schiranna.
La sua morte ha sconvolto la mamma Barbara, partita da Varese per raggiungere l’ospedale di Cattinara appena appresa la notizia dell’incidente. La donna, che ha altri due figli, si è stretta ai familiari in ore di dolore che hanno colpito profondamente anche amici, compagni di squadra e l’intera comunità varesina.
Il direttore generale della Canottieri Varese, Pierpaolo Frattini, ha ricordato Marian come un ragazzo cresciuto sportivamente sulle barche della società, annunciando che il mondo del remo osserverà un momento di raccoglimento in sua memoria durante la rassegna continentale. Un gesto simbolico per salutare un giovane atleta che lascia un vuoto enorme in chi lo ha conosciuto.
Indagini sulla dinamica dell’incidente
Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Aurisina, che stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’investimento.
Tra gli elementi al vaglio degli investigatori c’è anche il punto in cui il giovane stava attraversando la strada. Secondo le prime informazioni, infatti, Marian Jasik non si trovava sulle strisce pedonali al momento dell’impatto.
La Procura di Trieste potrebbe aprire un fascicolo per omicidio stradale, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire ogni responsabilità.
Intanto resta il dolore per la morte di un ragazzo di appena 19 anni, partito dalla Lombardia per una vacanza con gli amici e che non farà più ritorno a casa.

