Mary D’Artista ritrovata: la fine di una settimana di apprensione
È stata ritrovata sana e salva Mary D’Artista, la 48enne di Sulmona di cui si erano perse le tracce dal 30 gennaio. La donna è stata individuata nel quartiere di San Francesco di Paola, dove aveva parcheggiato la sua Lancia Ypsilon, lo stesso veicolo che aveva fornito uno dei pochi indizi nelle prime ore della scomparsa.
Il ritrovamento mette fine a giorni di apprensione, ricerche coordinate e appelli pubblici dei familiari, che avevano chiesto aiuto attraverso stampa e social.
Dove si nascondeva e cosa ha fatto nei giorni di allontanamento
Secondo i primi accertamenti dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Sulmona, la donna si sarebbe nascosta a casa di un’amica per tutta la durata dell’allontanamento.
Durante questo periodo avrebbe limitato al minimo i contatti con l’esterno, uscendo solo per fare la spesa e, in un’occasione, per una cena fuori. Una scelta volontaria, che sembra escludere scenari criminali o episodi di violenza, ma che lascia aperti interrogativi sul suo stato emotivo e sulle motivazioni personali della sparizione.
“Volevo stare da sola”: le prime parole alla polizia
Una volta rintracciata, Mary D’Artista avrebbe spiegato agli agenti di voler semplicemente stare da sola e riposare. Una frase semplice, ma che racconta molto: il bisogno di isolamento, di distanza, di silenzio.
Non sono stati necessari accertamenti sanitari e la donna è stata trovata in buone condizioni di salute, secondo quanto riferito dalle autorità.
Il sindaco e la Prefettura: “Grande lavoro di squadra”
Il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, ha espresso sollievo e gratitudine per l’esito delle ricerche:
“È con grande sollievo che apprendo del ritrovamento della quarantottenne Mary D’Artista. Ringrazio la Polizia Locale, le forze dell’ordine, i Carabinieri e il Commissariato per il grande lavoro di squadra.”
Anche la Prefettura dell’Aquila ha sottolineato il coordinamento interforze che ha portato al ritrovamento nel tardo pomeriggio, evidenziando la sinergia tra polizia, vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale.
Un caso mediatico tra ansia, appelli e paura del peggio
La scomparsa di Mary D’Artista aveva mobilitato un’intera comunità. L’attivazione del Piano di coordinamento per le persone scomparse, gli appelli dei familiari e le ricerche in ambito urbano avevano alimentato timori e speculazioni.
In una società segnata da casi di cronaca nera e sparizioni tragiche, ogni assenza diventa un potenziale dramma. In questo caso, invece, la storia si è chiusa senza un epilogo tragico, ma con una riflessione più sottile: quella sulla fragilità, sulla solitudine e sul diritto alla sparizione volontaria.
Solitudine, privacy e sparizioni volontarie: un fenomeno sottovalutato
Non tutte le scomparse sono criminali, non tutte sono drammi. Alcune sono scelte, fughe temporanee, tentativi di ricostruire un equilibrio. Il caso di Mary D’Artista si inserisce in una zona grigia della cronaca: quella in cui il diritto alla privacy si scontra con la legittima preoccupazione di familiari e istituzioni.
La sua sparizione ha dimostrato quanto sia fragile il confine tra allarme pubblico e decisione personale. E quanto sia difficile, per chi resta, accettare il silenzio come risposta.
Il sospiro di sollievo di Sulmona
Sulmona può tirare un sospiro di sollievo. La donna è stata ritrovata, sta bene e non ha bisogno di cure mediche. Resta il silenzio sulle ragioni profonde del suo gesto, un silenzio che probabilmente verrà rispettato.
In una cronaca spesso dominata da tragedie irreversibili, questa volta la storia si chiude senza sangue. Ma lascia una domanda aperta: quanto siamo pronti a riconoscere e ascoltare il bisogno di sparire, prima che diventi un caso nazionale?

