Caos e scontri a MilanoCaos e scontri a Milano

Dopo il passaggio in via Mazzini, i manifestanti hanno proseguito lungo corso Italia lanciando oggetti contro le forze dell’ordine

Tende dei bar in fiamme, cestini incendiati e arredi scaraventati in strada per ostacolare il passaggio delle forze dell’ordine. A Milano la manifestazione della Gen Z è degenerata in momenti di forte tensione, con scene di devastazione lungo il percorso del corteo e scontri con la polizia.

Dopo aver sfilato in via Mazzini, i manifestanti hanno imboccato corso Italia, continuando a lanciare oggetti contro gli agenti. Le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e getti d’acqua degli idranti. Durante il passaggio del corteo è stata incendiata la tenda di un bar e sono stati dati alle fiamme alcuni cestini. Sedie e vasi di fiori sono stati trascinati in mezzo alla carreggiata, utilizzati come ostacoli per rallentare l’avanzata delle forze dell’ordine.

La protesta nata sui social e l’esempio francese

La mobilitazione è stata convocata attraverso TikTok e altri canali social, sulla scia delle proteste giovanili esplose in Francia. L’appuntamento di oggi, inserito nel contesto delle iniziative di “Italia in piazza”, ha portato in strada gruppi diversi della Generazione Z, accomunati dalla rabbia per le condizioni di vita e dalla volontà di manifestare al di fuori dei tradizionali schieramenti politici.

Alla vigilia, tra gli studenti che avevano partecipato alle recenti iniziative contro il ddl Valditara, non mancavano perplessità e preoccupazioni. La convocazione si presentava infatti come apartitica, senza simboli di partito e con la bandiera italiana come riferimento comune. Una formula che rendeva difficile prevedere chi avrebbe partecipato e quale direzione avrebbe preso la protesta.

In piazza soprattutto under 20, dalle scuole ai collettivi

Il corteo milanese ha riunito giovani provenienti da ambienti differenti: dagli studenti già attivi nei collettivi alle ragazze e ai ragazzi di seconda generazione, molti dei quali arrivati dall’hinterland. La maggior parte dei partecipanti aveva meno di vent’anni e, secondo il racconto della giornata, erano presenti anche giovanissimi che frequentano le scuole medie.

Accanto alla protesta pacifica, una parte dei manifestanti ha preso parte agli episodi più violenti, lanciando transenne e tavolini e danneggiando vetrine. Una componente del corteo si è così trasformata in protagonista di azioni di devastazione, mentre la tensione con le forze dell’ordine cresceva lungo il percorso.

«Sarà un autunno caldissimo»: l’annuncio di nuove mobilitazioni

La rabbia giovanile è stata riassunta dalle parole di Luna, 17 anni, studentessa milanese, che ha descritto la manifestazione come uno sfogo di una frustrazione accumulata nel tempo.

«La rabbia repressa dei ragazzi, di seconda generazione e non solo, oggi è stata incanalata nelle piazze», ha dichiarato, prevedendo che l’appuntamento possa rappresentare soltanto l’inizio di una stagione di proteste più ampia, in Italia e in Europa.

La giovane ha indicato anche una possibile prossima tappa: il 20 novembre, quando è stato annunciato un nuovo sciopero studentesco internazionale. Resta da capire se le prossime iniziative manterranno un carattere prevalentemente pacifico o se si ripresenteranno episodi di violenza come quelli registrati a Milano, dove la manifestazione ha lasciato dietro di sé arredi danneggiati, incendi e un confronto acceso con le forze dell’ordine.

Di Redazione

Produzione giornalistica, approfondimenti, esclusive e lanci di agenzia a cura della Redazione Centrale di Notizie Audaci. Testata giornalistica registrata al Tribunale di Salerno, N. 373 del 17/01/2019, inclusa nel feed ufficiale di Google News e diretta dal Direttore Responsabile Giuseppe D’Alto, giornalista professionista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *