Domenica 27 ottobre torna l'ora solareDomenica torna l'ora solare

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre le lancette tornano indietro, il pediatra Farnetani: «Basta con questo assurdo cambio dell’ora»

Un’ora di sonno in più, ma anche il rischio di notti difficili, risvegli all’alba e qualche giorno con il ritmo sballato. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare e il passaggio potrebbe farsi sentire soprattutto sui bambini. Alle 3 del mattino le lancette dovranno essere spostate indietro alle 2: si guadagna un’ora di riposo, ma da quel momento farà buio prima nel pomeriggio.

A lanciare l’allarme sugli effetti del cambio è Italo Farnetani, professore ordinario di Pediatria alla Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche United Campus of Malta, che da tempo sostiene la necessità di mantenere l’ora legale tutto l’anno.

«Uno scombussolamento che regalerà problemi di sonno ad adulti e bambini e che richiederà qualche giorno di adattamento», spiega a LaPresse. Il punto, secondo il pediatra, è che l’organismo deve riabituarsi a un diverso rapporto tra luce e buio proprio dopo sette mesi di ora legale.

Ora solare, perché il cambio può disturbare il sonno

Il problema non riguarda soltanto le lancette. La luce naturale è uno dei principali sincronizzatori dell’organismo e influenza il sonno, l’umore, l’appetito e i livelli di energia. Quando cambia l’orario ufficiale, il ritmo biologico non si adegua necessariamente nello stesso momento.

«Dobbiamo pensare che il nostro organismo, e soprattutto quello dei bambini, si è abituato a 7 mesi di ora legale», osserva Farnetani. Il risultato? Per alcuni potrebbero arrivare notti più complicate, mentre i più piccoli rischiano di svegliarsi prima del solito.

Il pediatra contesta anche la scelta di rinunciare a un’ora di luce nel pomeriggio: «Ci viene sottratta un’ora di luce, scambiata con un’ora di buio, probabilmente chiusi in casa». E aggiunge che la luce in più rappresenta «una grande boccata d’ossigeno per l’organismo».

Come abituare i bambini al nuovo orario: il consiglio dei 10 minuti

Per limitare i disagi, Farnetani suggerisce di non modificare bruscamente le abitudini dei bambini, ma di procedere per piccoli passi. La strategia consiste nell’anticipare gradualmente gli orari della cena e i rituali serali che precedono il momento di andare a letto.

Il consiglio è spostare questi appuntamenti di circa 10 minuti al giorno, così da permettere all’organismo di adattarsi progressivamente al nuovo orario. L’obiettivo è arrivare alla fine della settimana con l’orologio biologico maggiormente sincronizzato con quello esterno.

Il passaggio all’ora solare, sottolinea l’esperto, può comportare anche il rischio di trascorrere più tempo svegli a letto, una condizione che può favorire l’insonnia. L’approccio graduale, d’altra parte, potrebbe tradursi per alcuni bambini in un risveglio anticipato nei primi giorni.

Farnetani invita però a sfruttare anche il lato positivo di questa eventualità: se il piccolo si sveglia prima, si può approfittare del tempo disponibile per una colazione più ricca e tranquilla, senza la consueta fretta prima di andare a scuola.

I fastidi, in ogni caso, sono generalmente temporanei e tendono a ridursi man mano che l’organismo si adatta.

«Basta con il cambio dell’ora»: la petizione per mantenere l’ora legale

Farnetani non è solo nella richiesta di superare il cambio stagionale. Anche la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Consumerismo No Profit sostengono l’ipotesi di mantenere l’ora legale per tutto l’anno.

«L’ora legale permanente merita una sperimentazione italiana rigorosa, che ne valuti benefici e criticità nella vita quotidiana dei cittadini», afferma a LaPresse Alessandro Miani, presidente della Sima. La petizione promossa dalle due organizzazioni ha già raccolto, secondo quanto dichiarato, oltre 360.000 firme verificate.

Miani richiama inoltre l’approvazione del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva della Camera e la recente presentazione di una risoluzione. Da qui la richiesta al Governo di proseguire il percorso e promuovere in sede europea le condizioni necessarie per avviare una sperimentazione in Italia.

Più luce nel pomeriggio, ma anche mattine invernali più buie

Mantenere l’ora legale tutto l’anno permetterebbe di conservare più luce naturale nelle ore pomeridiane durante l’inverno. Secondo Miani, questo potrebbe avere effetti positivi sulle attività all’aperto, sulla socialità, sul commercio e sui consumi energetici.

La proposta presenta però anche aspetti da valutare: con l’ora legale permanente, le mattine invernali sarebbero più buie, una condizione da considerare soprattutto per chi deve uscire presto per andare a scuola o al lavoro.

Per questo la Sima chiede che l’eventuale sperimentazione sia accompagnata da un monitoraggio indipendente e dalla pubblicazione dei risultati. L’analisi dovrebbe riguardare sonno, salute, sicurezza, consumi energetici ed effetti economici, tenendo conto delle differenze territoriali e delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Intanto, da domenica 25 ottobre, il cambio sarà effettivo: alle 3 si tornerà alle 2. Un’ora in più di riposo per molti, ma anche qualche giorno necessario per ritrovare il ritmo abituale.

Di Renato Valdescala

Renato Valdescala: esperienza nello sport e nella cronaca locale con quotidiani salernitani dal 1990. Con il tempo si è dedicato alla cronaca estera analizzando i fatti di maggiore rilievo con spirito critico e irriverente. Si occupa anche di approfondimenti di cronaca nazionale.

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