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Quando sarà disponibile anche nel nostro Paese la pillola anti-Covid? Presto nell’armamentario contro il virus dovremmo avere due nuovi farmaci: il Molnupiravir (Meck) commercializzato con il nome di Lagevrio e Paxlovid (Pfizer). Sui tempi relativi alla disponibilità della pillola anti-Covid così si è espresso il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini: “Ci potrebbe essere nelle settimane successive a Natale”. Ed ha poi precisato: “La valutazione sarà fatta anche a livello centrale nei prossimi giorni per i due farmaci – quello della Merck e quello di Pfizer – che hanno dato risultati promettenti e confortanti. Anche in Gran Bretagna, dove è stato autorizzato, il farmaco non è però ancora disponibile”. E dunque ad inizio del 2022 questi nuovi farmaci dovrebbero arrivare anche in Italia.

Covid, farmaci anti-virali: come agiscono?

Il farmaco che potrebbe arrivare prima di tutti gli altri è il Molnupiravir prodotto dalla casa farmaceutica americana Merck. Si tratta di un farmaco da assumere per via orale. Il trattamento prevede l’assunzione di 2 compresse ogni 24 ore per 5 giorni. E’ indicato nei pazienti che hanno contratto il Covid in maniera lieve e moderata e il trattamento può effettuarsi anche in casa, quindi non necessariamente in ospedale. Il farmaco è in grado di interferire nella duplicazione del virus che replica il suo genoma a Rna. In tal modo il farmaco fa accumulare errori nella replicazione del virus fino a che, di mutazione in mutazione, l’agente virale soccombe. Il farmaco, commercializzato col nome di Lagevrio, è stato autorizzato in Gran Bretagna lo scorso 4 novembre.

Avrebbe una efficacia del 50% nell’evitare le ospedalizzazioni. I vertici dell’azienda hanno fatto sapere che: “finché il Covid rimarrà classificata dall’OMS come un’emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale” l’azienda americana “non riceverà royalty per le vendite del farmaco “. Questo grazie a “un accordo di licenza volontario per favorire l’accesso globale a prezzi accessibili al suo antivirale sperimentale anti-Covid Molnupiravir”. In questo modo il farmaco sarà accessibile anche alle persone che vivono in paesi a basso e medio reddito.

Il Molnupiravir e il Paxlovid

Sulla stessa linea d’onda la Pfizer che permetterà l’utilizzo di un generico del suo Paxlovid per far sì che in 95 Paesi a basso reddito possa distribuirsi a un costo contenuto. Per i Paesi che non vi rientrano, tra cui figura anche l’Italia, si stima il costo di circa 700-750 dollari a trattamento.

Anche Paxlovid è un farmaco che si assume per via orale. il trattamento consiste in una pillola al giorno per 6 giorni e va effettuato entro massimo 5 giorni dopo essere risultati positivi al tampone. Il farmaco della Pfizer blocca la proteasi, ovvero degli enzimi di cui il SARS-CoV-2 si serve per potersi replicare all’interno delle cellule dell’ospite. Secondo l’azienda farmaceutica avrebbe una efficacia pari all’89% nel ridurre le ospedalizzazioni.

Marco Troisi

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