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Rapporti intimi nel bagno della stazione di Aosta, condannati a 4 mesi: ‘Avevamo chiuso la porta’

aosta stazione

Una coppia è stata condannata a quattro mesi di carcere, pena sospesa, per atti osceni in luogo pubblico. Due amanti esibizionisti sono stati sorpresi dalla Polfer nella stazione di Aosta mentre consumavano un rapporto intimo in bagno. 44 anni lui, 36 lei: due anni fa, in piena estate, si sono ritrovati nella stazione del capoluogo valdostano ma non per partire verso una meta turistica. I due hanno pensato di rendere ancora più bollente la giornata appartandosi nel bagno delle donne. Forse pensavano di essere al riparo di sguardi indiscreti o magari volevano vivere solo un’emozione forte.

Un dettaglio, però, ha richiamato l’attenzione degli agenti della polizia ferroviaria. Dall’area riservata ai servizi igienici è uscita una donna visibilmente imbarazzata.  A questo punto i due poliziotti hanno cercato di capire cosa avesse provocato tanto imbarazzo nella giovane. Una volta entrati in bagno la loro attenzione è stata richiamata da strani rumori che arrivavano dall’area riservata alle donne. Qualcuno ansimava e ben presto i due agenti hanno compreso sa stesse accadendo ed hanno immediatamente bussato alla porta. La coppia è stata costretta a rivestirsi in tutta e fretta.

L’accusa: ‘Luogo frequentato da minori’, la difesa dei legali della coppia

Quest’ultima tentato invano di giustificare il loro comportamento. La Polfer ha provveduto ad identificarli ed a denunciarli per atti osceni in luogo pubblico. L’episodio risale al 25 luglio 2017. Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza del giudice Maurizio D’Abrusco del Tribunale di Aosta che oltre a condanna i focosi amanti a quattro mesi di reclusione e ad una sanzione pecuniaria.

Il pm Carlo Introvigne aveva contestato anche l’aggravante di aver commesso il fatto in un luogo frequentato da minori. Particolare contestato dalla difesa che ha replicato affermando che i bagni delle stazioni in genere non sono frequentati da minori e che comunque la coppia aveva preso precauzioni in tal senso in quanto aveva chiuso la porta a chiave. Tesi che non è stato sufficiente per convincere il giudice a pronunciare una sentenza di assoluzione.

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