Leonardo Bove resta a Zurigo: condizioni ancora gravissime
La battaglia più difficile si combatte lontano dai riflettori. Leonardo Bove, uno dei ragazzi rimasti più gravemente feriti nell’incendio di Crans-Montana, è tuttora ricoverato all’ospedale di Zurigo. Le sue condizioni non consentono il trasferimento in Italia e, per questo motivo, i genitori sono rimasti al suo fianco in Svizzera, affrontando una permanenza lunga e complessa, anche sul piano economico.
Leonardo è un sedicenne milanese, studente del liceo Virgilio, atleta e compagno di squadra e di classe di Kean Talingdan, anche lui coinvolto nel rogo.
La raccolta fondi degli amici del padre: “Liberarlo dalla scelta tra lavoro e famiglia”
A sostenere la famiglia Bove è scesa in campo la comunità del cinema. Il padre di Leonardo, Gabriele, lavora nel settore cinematografico e proprio amici e colleghi hanno avviato una raccolta fondi su GoFundMe dal titolo “Incendio di Crans-Montana: aiutiamo Leo e la sua famiglia”.
Nel testo della campagna emerge un ritratto umano e professionale molto forte:
«Gabriele è per molti di noi un collega, ma soprattutto un amico. Un uomo straordinario, instancabile, sempre leale, onesto e generoso».
L’obiettivo è chiaro: consentirgli di restare accanto al figlio senza dover scegliere tra la necessità di lavorare e il bisogno, vitale, di assistere Leonardo durante un percorso medico che si preannuncia lungo e delicato.
Il mondo del calcio si ferma e raccoglie fondi
Anche il calcio giovanile ha reagito con un gesto concreto. Le squadre dei due ragazzi hanno avviato raccolte fondi parallele per sostenere le famiglie.
La Franco Scarioni 1925, società del sud-est milanese, ha lanciato una raccolta di 30 giorni a favore della famiglia di Leonardo Bove. Un gesto che ha assunto un valore simbolico ancora più forte: il club ha annullato i festeggiamenti per il proprio centenario e ha chiesto – ottenendo – il rinvio delle partite ufficiali del fine settimana.
Sui canali social della società è stato pubblicato il link per donazioni tramite carta di credito o PayPal: «Un gesto di cuore per stringerci ancora di più attorno a Leo e alla sua famiglia».
Forza Kean: la maglia sotto la divisa
Parallelamente, la Enotria 1908 ha attivato una raccolta fondi che resterà aperta fino al 15 febbraio per sostenere la famiglia di Kean Talingdan, ricoverato all’ospedale Niguarda con ustioni sul 60% del corpo.
Nel prossimo turno di campionato, i compagni di Kean scenderanno in campo con una maglia dedicata sotto la divisa ufficiale, con la scritta “Forza Kean”, da mostrare in caso di gol. Un segno «visibile ma concreto», come lo definisce la società:
«Enotria è una squadra. Enotria è una famiglia. Sempre. Dentro e fuori dal campo».
Una tragedia che unisce due mondi
Cinema e calcio, set e campi da gioco, si incontrano in una mobilitazione che va oltre la cronaca. Le raccolte fondi non sono solo un aiuto economico, ma il tentativo di costruire una rete di protezione attorno a due famiglie colpite da una tragedia improvvisa e devastante.
Mentre Leonardo continua la sua lotta a Zurigo e Kean affronta cure durissime a Milano, la risposta collettiva racconta un’Italia capace di fermarsi e stringersi attorno ai più fragili.

