Barbara Cullari e la figlia MeeraBarbara Cullari e la figlia Meera

La giovane è stata scoperta nell’appartamento all’Appio Latino dopo l’allarme di una vicina, insospettita dall’odore di gas

Due lutti in appena otto giorni, una famiglia travolta da un dolore impossibile da raccontare e una comunità che si ritrova a fare i conti con una doppia tragedia. Meera, 26 anni, è stata trovata senza vita giovedì 5 novembre nell’appartamento di via Bartoloni, nel quartiere Appio Latino a Roma, dove viveva con la madre Barbara Cullari, morta improvvisamente pochi giorni prima. A far scattare l’allarme è stata una vicina di casa, che aveva avvertito un forte odore di gas provenire dall’abitazione.

Quando i vigili del fuoco, il personale dell’Ares 118 e la polizia sono entrati nell’appartamento, per la ragazza non c’era più nulla da fare. Le circostanze del decesso sono al vaglio degli investigatori. Tra gli aspetti da chiarire anche l’origine della presenza di gas nell’abitazione: al momento non è possibile stabilire con certezza cosa sia accaduto.

La morte della madre otto giorni prima

La scomparsa di Meera arriva a distanza ravvicinatissima da quella della madre. Barbara Cullari, 50 anni, era morta il 27 ottobre a causa di un arresto cardiaco, lasciando un grande vuoto tra i familiari, gli amici e gli operatori del Nuovo Mercato di Testaccio.

Nel 2015 aveva dato vita al Vegan Store, il primo banco del mercato interamente dedicato ai prodotti vegani e biologici. Un progetto nato dalla sua passione per gli animali e diventato negli anni un punto di riferimento per una clientela affezionata. La sua morte aveva suscitato numerosi messaggi di cordoglio e una mobilitazione per sostenere la famiglia in un momento già molto difficile.

A ricordare il legame con Barbara è intervenuto anche Walter Caporale, presidente degli Animalisti italiani, che aveva conosciuto la donna frequentando il suo banco. «Conoscevo bene Barbara, frequentavo il suo box al mercato di Testaccio. Era un’amica», ha raccontato, spiegando di aver appreso con incredulità la notizia della morte della figlia.

Meera voleva portare avanti il progetto della madre

La giovane lavorava come hostess sugli yacht e parlava cinque lingue. Dopo la morte di Barbara era tornata al mercato di Testaccio, dove aveva manifestato l’intenzione di non interrompere l’attività costruita dalla madre. «Sono tornata al mercato, ma senza mamma non so cosa fare», aveva confidato. E sul futuro del negozio aveva aggiunto: «Per mamma era tutto. Ora sto pensando di prenderlo in carico io».

Meera aveva anche raccontato alcuni aspetti della vita e della generosità della madre. Barbara aveva scelto di diventare vegana quando la figlia aveva appena nove anni e si era sempre distinta, secondo il ricordo della ragazza, per l’attenzione verso gli animali e le persone in difficoltà. Tra gli ultimi gesti ricordati c’era anche quello di aver regalato una tenda a una donna senza casa.

Dopo la scomparsa della madre, Meera aveva promosso una raccolta fondi intitolata «In ricordo di Barbara», destinata ad affrontare le spese del funerale e le difficoltà economiche della famiglia. C’era inoltre da occuparsi degli animali accuditi dalla donna: sei gatti ciechi, un cane e alcuni pappagalli.

Il messaggio del Vegan Store: «Chiediamo vicinanza e rispetto»

Il Vegan Store aveva comunicato la morte di Meera attraverso la propria pagina Facebook, scegliendo parole improntate alla riservatezza e chiedendo di non alimentare ricostruzioni e speculazioni sulla tragedia. Nel messaggio si legge: «Siamo state invase da un dolore intenso e devastante. Sbigottite e incredule ci siamo fatte forza per gestire una situazione complessa, struggente e delicatissima».

La comunicazione prosegue con una richiesta esplicita alla comunità che negli anni si era stretta intorno al banco: «Non vogliamo commentare, non vogliamo raccontare perché ancora pensiamo che la tutela, la delicatezza, l’amore e il rispetto non siano valori aleatori e arbitrari».

Un appello alla vicinanza, senza entrare nei dettagli della morte della giovane: «Sentiamo solo il bisogno di vicinanza e sostegno». La doppia perdita ha lasciato sgomenti i frequentatori del mercato di Testaccio e quanti avevano conosciuto Barbara e Meera. In otto giorni, il progetto che le aveva unite e la loro storia familiare sono stati travolti da un dolore che ha colpito un’intera comunità.

Di Redazione

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