Il lucano, conosciuto da tutti ad Avigliano con il soprannome di «Zitòn», si è spento nella sua Sarnelli
A 106 anni era ancora nei campi, fedele a quella terra di Sarnelli che aveva segnato praticamente tutta la sua esistenza. Vitantonio Lovallo, per tutti «Zitòn», se n’è andato ad Avigliano, nel Potentino, all’età di 112 anni, lasciando alle spalle una storia lunga più di un secolo.
Nato il 25 marzo 1914 nella frazione rurale di Sarnelli, dove ha sempre vissuto, Lovallo aveva raggiunto il traguardo dei 112 anni lo scorso marzo. La sua vita era rimasta profondamente legata alla campagna, alla famiglia e alle abitudini della comunità lucana.
La sua longevità lo aveva portato a essere conosciuto ben oltre i confini di Avigliano. Fino alla sua scomparsa era infatti considerato l’uomo più anziano d’Italia.
Un’esistenza iniziata all’inizio del Novecento e attraversata da cambiamenti epocali, durante la quale Vitantonio Lovallo aveva continuato a mantenere un rapporto diretto con il lavoro e con la terra.
Vitantonio Lovallo, «Zitòn» e quei 106 anni ancora nei campi
Tra gli aspetti più singolari della sua lunghissima vita c’è proprio il rapporto con il lavoro. Lovallo aveva continuato a lavorare in campagna fino a 106 anni, un particolare che racconta meglio di qualsiasi numero il carattere dell’uomo ricordato oggi dalla comunità di Avigliano.
Per oltre un secolo ha vissuto a Sarnelli, frazione rurale di Avigliano, mantenendo il legame con il luogo nel quale era nato.
La sua data di nascita è il 25 marzo 1914. Un dettaglio curioso riguarda invece la registrazione anagrafica: la nascita fu formalizzata soltanto tre giorni più tardi, il 28 marzo.
Il soprannome «Zitòn» era diventato negli anni quasi un secondo nome. La sua presenza era ormai parte del patrimonio umano della comunità, tanto che i compleanni rappresentavano anche un’occasione per celebrare un pezzo della storia di Avigliano.
Con la morte di Lovallo viene meno anche uno straordinario testimone del Novecento: 112 anni vissuti nello stesso territorio, a contatto con generazioni diverse e con una realtà profondamente cambiata rispetto a quella nella quale era nato.
Il sindaco di Avigliano: «Perdiamo una parte della nostra storia»
La notizia ha suscitato commozione in tutta la comunità. Il sindaco di Avigliano, Giuseppe Mecca, ha ricordato Lovallo sottolineando proprio il valore della sua lunghissima esistenza.
«Oggi Avigliano perde una parte della sua storia», ha dichiarato il primo cittadino, definendo la scomparsa di «Zitòn» una perdita che va oltre il semplice dato anagrafico.
Secondo Mecca, nei 112 anni di vita di Lovallo erano racchiusi «più di cento anni della nostra Avigliano», insieme ai sacrifici, ai valori e alle tradizioni di diverse generazioni.
Il sindaco ha ricordato anche alcuni momenti condivisi con l’anziano concittadino, in particolare in occasione dei suoi compleanni, descrivendone il sorriso, la semplicità e la forza.
«Oggi non salutiamo soltanto l’uomo più anziano d’Italia», ha aggiunto Mecca. «Salutiamo uno di noi».
Un ricordo che restituisce la dimensione più personale della figura di Lovallo, diventato nel tempo un simbolo della comunità aviglianese e una memoria vivente del territorio.
I funerali di Vitantonio Lovallo a Sarnelli
I funerali di Vitantonio Lovallo saranno celebrati giovedì 17 settembre alle 10.30 nella chiesa di San Vincenzo Ferrer a Sarnelli, la frazione dove l’uomo era nato e aveva trascorso la sua lunga vita.
Al termine della cerimonia, la salma sarà accompagnata al cimitero di Lagopesole.
Con la morte di «Zitòn», Avigliano saluta così uno dei suoi cittadini più conosciuti. Un uomo che aveva attraversato 112 anni di storia italiana rimanendo profondamente legato alla propria terra e che, ancora a 106 anni, continuava a dedicarsi al lavoro nei campi.

