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Salerno, accoltellata da un infermiere 63enne del Ruggi, la testimonianza

Salerno via clark

E’ un infermiere dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. il sessantatreenne che ha accoltellato ieri pomeriggio una trentottenne di origini rumene in via Generale Clark. L’uomo non accettava la fine della relazione extraconiugale durata, tra alti e bassi, cinque anni. La donna lavorava come cameriera e di recente aveva deciso di voltare pagina respingendo con fermezza i tentativi di riavvicinamento dell’uomo. Nonostante ciò il sessantatreenne ha continuato ad interessarsi della donna e ieri quando l’ha incrociata, nella zona orientale di Salerno, scambiarsi effusioni e baci con un altro uomo ha letteralmente perso la testa. Da lì il folle inseguimento all’auto sulla quale viaggiava la donna. Il sessantatreenne l’ha bloccata tagliandole la strada. A questo punto è sceso dall’auto con un coltello con una lama lunga trentacinque centimetri e l’ha colpita all’addome.

In manette 63enne originario di Pontecagnano con precedenti per stalking, la donna è ricoverata al Ruggi in gravi condizioni

La scena è stata notata da un carabiniere fuori servizio, in organico alla tenenza di Melito, che, con l’aiuto di un altro uomo, si è avventato sull’infermiere ed ha allertato le forze dell’ordine che hanno successivamente provveduto all’arresto. In seguito è emerso che il sessantatreenne, originario di Pontecagnano, aveva precedenti per il reato di stalking per via di una denuncia presentata da parte di un’altra donna nel 2014. Ora la rumena versa in gravi condizioni all’ospedale Ruggi di Salerno.

Il salernitano intervenuto in soccorso della donna accoltellata con il carabiniere ha raccontato l’accaduto attraverso un post pubblicato sul suo profilo Facebook: “Mi trovavo li quando quel bastardo ti ha accoltellato, giuro ho messo in pericolo me stesso pur di soccorrerti il prima possibile, insieme ad un signore abbiamo abbattuto l’uomo che ti ha fatto del male e consegnato alle forze dell’ordine. Forse ti ho salvato la vita con il mio primo soccorso forse no. C’e l’ho messa tutta, per 13 minuti prima dell’arrivo dell’auto ambulanza ho provato a bloccarti le ferite. Spero con tutto il mio cuore che tu possa sopravvivere”.

 

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