La corsa in città, l’impatto e la morte di Sara
Aveva 22 anni, veniva da Reggio Emilia e quella notte stava attraversando via Bruno Buozzi, a Genova. Pochi istanti dopo sarebbe stata travolta da una Ford aziendale che, secondo la ricostruzione della Procura, viaggiava a una velocità compresa tra gli 82 e i 91 chilometri orari.
Sara Marzolino è morta sul colpo.
Ora, a oltre un anno da quella tragedia, è arrivata la sentenza per il conducente, una guardia giurata di 52 anni. L’uomo ha patteggiato un anno e dieci mesi, con la sospensione condizionale della pena. La decisione è stata pronunciata dalla gup Alice Serra, con il parere favorevole della Procura, dopo il risarcimento riconosciuto alla famiglia della giovane dall’assicurazione.
L’impatto violentissimo: Sara sbalzata per 26 metri
L’incidente era avvenuto intorno alle 4.30 della notte tra il 10 e l’11 maggio 2025.
La guardia giurata stava andando al lavoro alla guida di una Ford aziendale. Proveniva da via Adua ed era diretta verso via San Benedetto quando ha travolto Sara, che stava attraversando la strada dal lato mare verso monte, in corrispondenza di alcuni spartitraffico.
La consulenza tecnica dell’ingegner Marco Sartini aveva stimato la velocità dell’auto tra 82 e 91 km/h, mentre il limite previsto in quel tratto urbano era nettamente inferiore.
L’impatto è stato devastante. La 22enne è stata sbalzata per circa 26 metri, fino a finire contro un semaforo.
A pochi metri da lei c’era un’amica, che ha assistito alla scena e ha immediatamente raggiunto Sara. Ma per la giovane non c’era più nulla da fare.
Sara non era sulle strisce
Uno degli elementi emersi durante le indagini riguarda il punto in cui la ragazza stava attraversando. Non erano presenti strisce pedonali.
La famiglia è stata risarcita dall’assicurazione e questo ha consentito alla difesa di accedere al patteggiamento.
La posizione del conducente è stata però valutata anche alla luce della velocità. L’accusa contestava infatti l’omicidio stradale aggravato dalla velocità.
L’incidente era stato inoltre ripreso da una telecamera di videosorveglianza, elemento acquisito nell’ambito degli accertamenti.
Nessun alcol, nessun telefono: cosa hanno stabilito le indagini
Gli investigatori hanno verificato anche le condizioni del conducente al momento dell’incidente.
Gli accertamenti hanno escluso la presenza di alcol e l’utilizzo del telefono cellulare durante la guida. Non sono stati inoltre rilevati evidenti segni di frenata sull’asfalto.
La guardia giurata non si era allontanata dopo l’investimento. Si era fermata e aveva riferito alla Polizia locale di non aver visto Sara prima dell’impatto.
Una circostanza che era stata valutata dagli investigatori anche considerando la conformazione del tratto stradale: secondo gli accertamenti, la strada era ben illuminata, rettilinea e senza ostacoli che impedissero la visuale.
La sentenza: un anno e dieci mesi con la pena sospesa
La gup Alice Serra ha accolto il patteggiamento concordato con la Procura: un anno e dieci mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena.
La pena è rimasta quindi sotto la soglia dei due anni prevista per la sospensione condizionale, dopo che la famiglia di Sara è stata risarcita dall’assicurazione.
Il procedimento si chiude così con una condanna definita attraverso il patteggiamento per l’uomo che quella notte era alla guida dell’auto.
Una notte che ha spezzato la vita di una ragazza
Resta il ricordo di Sara Marzolino, 22 anni, originaria di Reggio Emilia, morta mentre attraversava una strada nel cuore della notte.
Dietro la ricostruzione tecnica dell’incidente, i rilievi sulla velocità, le immagini delle telecamere e gli accertamenti sul conducente, rimane una vita interrotta in pochi secondi.
La sua amica era a pochi metri da lei quando l’auto è arrivata. L’impatto l’ha sbalzata a 26 metri di distanza, contro un semaforo.
Oggi, dopo il risarcimento alla famiglia e il patteggiamento, quella notte di maggio torna al centro dell’attenzione per una sentenza che mette un punto sul procedimento a carico del conducente.

