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Alla fine è arrivato il dietrofront: lo sciopero dei benzinai sulle autostrade (compresi raccordi e tangenziali) dalla mezzanotte del 25 marzo 2020, annunciato in una nota congiunta dalla Faib, Fegica Figisc/Anisa, non ci sarà. Le sigle sindacali avevano precisato che avrebbero chiuso nei prossimi giorni anche i distributori della viabilità ordinaria.

Il dietrofront dopo la nota del Garante e le dichiarazioni di Conte

Protesta che non ci sarà con i sindacati che hanno colto l’invito del premier Conte e del Garante degli scioperi a revocare lo stato di agitazione in piena emergenza coronavirus. Ad annunciarlo Alessandro Zavalloni, segretario della Fegica-Cisl, come riportato dal sito Huffingtonpost. “Volevano lanciare un grido di dolore, niente lucchetti alle pompe di benzina”.

‘Volevamo lanciare un grido di dolore’

Nella nota stampa congiunta Faib, Fegica Figisc/Anisa avevano riferito che “100.000 persone hanno continuato a fare il loro lavoro (ridotto mediamente dell’85%) a rischio della propria incolumità e mettendo in pericolo la propria salute, presidiando fisicamente il territorio, rimanendo dove sono sempre state e dove ogni cittadino di questo Paese è abituato a trovarle ogni giorno, vale a dire in mezzo alla strada”.

Sciopero benzinai revocato: ‘100.000 persone risultano essere invisibili’

Nel comunicato era stato, inoltre rimarcato che queste 100.000 persone risultano essere invisibili: “Presenza data per scontata, indegna persino di quella citazione che di questi tempi non si nega a nessuno.

Noi non siamo certo eroi, né angeli custodi. Ma nessuno può pensare di continuare a trattarci da schiavi, né da martiri”.

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