Claudio Sterpin e Liliana ResinovichClaudio Sterpin e Liliana Resinovich

Com’è morto Claudio Sterpin

È morto Claudio Sterpin, 86 anni, l’uomo che negli ultimi quattro anni è stato una delle figure più controverse e presenti nel caso di Liliana Resinovich, la donna trovata senza vita il 5 gennaio 2022 a Trieste. Sterpin era ricoverato da lunedì all’Ospedale di Cattinara e la notizia del suo decesso è stata comunicata ieri sera nel corso della trasmissione televisiva Quarto Grado.

Con la sua scomparsa si chiude una stagione fatta di interviste, dichiarazioni pubbliche, confronti e battaglie giudiziarie che hanno accompagnato uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi anni in Italia.

L’ultimo a parlare con Liliana Resinovich

Claudio Sterpin era stato l’ultimo a parlare con Liliana Resinovich la mattina stessa della sua scomparsa. Un dettaglio che lo ha posto fin da subito al centro dell’attenzione mediatica e investigativa. I due, secondo quanto dichiarato da Sterpin, intrattenevano una relazione sentimentale, un legame che – a suo dire – si era riacceso dopo una liaison giovanile.

Una versione che è sempre stata fermamente smentita dal marito della donna, Sebastiano Visintin, che non ha mai creduto all’esistenza di un rapporto tra la moglie e l’86enne. Le posizioni divergenti hanno alimentato un acceso confronto pubblico, spesso sfociato in accuse reciproche e tensioni finite anche nelle aule giudiziarie.

Una battaglia pubblica durata anni

Quella di Claudio Sterpin è stata una battaglia iniziata poco dopo la scomparsa di Liliana e conclusasi con la sua morte. Per anni l’uomo ha rilasciato interviste televisive, dichiarazioni alla stampa e appelli pubblici per affermare la natura del sentimento che, secondo lui, lo legava alla donna.

Solo poco tempo fa aveva dichiarato: «Sono in ebollizione da anni. Perché non credo l’artefice sia stato Sebastiano, non credo sia stato lui ad ucciderla ma lui sa benissimo chi è stato». Parole forti, ripetute anche in tribunale a Trieste durante il recente incidente probatorio, richiesto dalla pm Ilaria Iozzi per cristallizzare la sua testimonianza.

All’uscita dall’aula aveva ribadito: «Ho ripetuto tutto quello che ho detto fino a oggi. Tutto o quasi tutto, altrimenti ci sarebbero voluti tre giorni. Ho utilizzato il tempo che avevo per ripetere cose che avevo detto più e più volte. Sempre la stessa versione, perché la versione è una».

Il sit-in davanti al tribunale

Tra le ultime uscite pubbliche di Claudio Sterpin c’è stata la manifestazione organizzata lo scorso dicembre davanti al tribunale di Trieste. Un sit-in con amici e parenti di Liliana Resinovich, durante il quale aveva stretto tra le mani una grande fotografia della donna.

In quell’occasione aveva ribadito con forza: «Serve arrivare presto alla verità». Una richiesta che è rimasta il filo conduttore delle sue apparizioni pubbliche: la volontà dichiarata di fare piena luce sulla morte della donna.

Un caso ancora aperto

La morte di Claudio Sterpin non chiude ovviamente il caso Resinovich, che continua a essere oggetto di indagini e approfondimenti giudiziari. Tuttavia, segna la fine di una delle voci più presenti e combattive di questa vicenda.

Per anni, Sterpin è stato un protagonista costante del dibattito mediatico, spesso ospite di programmi televisivi e al centro di confronti accesi. La sua figura ha diviso l’opinione pubblica: per alcuni un uomo mosso dall’amore e dalla ricerca della verità, per altri un personaggio controverso.

Con la sua scomparsa si spegne una presenza che ha accompagnato ogni fase del caso, dal ritrovamento del corpo di Liliana Resinovich fino agli sviluppi giudiziari più recenti. Resta aperta la domanda che lui stesso ripeteva con insistenza: arrivare alla verità su quanto accaduto a Trieste in quei giorni di inizio 2022.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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